“Mio figlio 14enne e il suo amico derubati da gang di giovani al Giardino Pubblico”

“Mio figlio 14enne e il suo amico derubati da gang di giovani al Giardino Pubblico”

Nella giornata di oggi, domenica 5 settembre, la triestina Pamela ha condiviso una storia molto preoccupante sul noto gruppo di triestini “Te son de Trieste se…”

“Buongiorno, anzi, neanche un buon giorno. Poco fa, in giardino pubblico, mio figlio ed il suo amico, entrambi 14enni, hanno subìto un’aggressione da parte di due persone, un uomo ed una donna, forse di massimo 25 anni. Sono stati minacciati dagli stessi, dicendo che se non gli avessero dato gli zaini e quant’altro avrebbero utilizzato la pistola e il coltello che avevano con sé. Li hanno strattonati per rubare loro tutto ciò che indossavano. Loro per fortuna sono andati alla municipale, ora sono in fase di accertamento. Non se ne può più, siamo diventati peggio del Bronx”.

Raggiunta dalla nostra redazione, Pamela ha raccontato la storia fornendo ulteriori dettagli:

“Mio figlio 14enne era con il suo amico, stavano passeggiando per il Giardino Pubblico. Sono stati fermati da una donna con i capelli biondi a caschetto ed un uomo mulatto, rasato, forse sotto effetto di stupefacenti. Li hanno minacciati dicendo di essere armati di coltello e pistola, intimandogli di consegnargli gli zaini. I miei figli si sono rifiutati, i due hanno quindi cominciato a strattonarli e sono riusciti a spogliarli di tutto quello che avevano. I due ragazzi sono riusciti a scappare, perché per fortuna noi abitiamo qui vicino. Mio figlio, da quanto ho capito, ha avvisato una volante che era sul posto. Era confuso, non sapeva bene cosa fosse successo. Mio marito si è recato presso il giardino pubblico con il padre dell’altro ragazzo. Ora mio figlio mi sta spiegando che in realtà non erano 2 persone, ma 4, tutti di età massima 25 anni. I miei figli hanno naturalmente dato tutto a questi ragazzi, in quanto sono stati minacciati. Mio figlio ora è in campeggio con il suo amico, per evitare di rimanere qui. Queste persone hanno preso i suoi documenti, la carta d’identità, e di conseguenza abbiamo anche cambiato la serratura, per evitare che possano arrivare in casa, anche se ne dubito”.

Il messaggio finale di Pamela è il triste grido di allarme di una città che sembra non essere più l’isola felice di un tempo.

“Non è possibile una cosa del genere, è il terzo giorno di degrado. Tra sparatorie e accoltellamenti non si può più stare tranquilli”.

La redazione di Trieste Cafe si augura che venga presto fatta luce su questa incresciosa vicenda.