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Cronaca

Triestino aggredito a calci e pugni da due uomini mentre aiutava la moglie incinta (VIDEO)

Luca Marsi·
Triestino aggredito a calci e pugni da due uomini mentre aiutava la moglie incinta (VIDEO)

Quella che doveva essere una mattinata qualunque si è trasformata in un incubo per un giovane triestino che, venerdì 19 settembre, è stato aggredito in strada dopo un diverbio nato per un posto auto. A raccontare i fatti è lo stesso protagonista, intervenuto per agevolare la moglie — alla quale, per motivi di salute legati a una gravidanza a rischio, aveva lasciato parte del proprio spazio — e rimasto vittima di un'aggressione violenta e improvvisa.

«Mia moglie è incinta, è a rischio e non può fare sforzi — spiega la vittima —. Sono andato più vicino per aiutarla a caricare i bambini e le borse. Quando siamo stati pronti per uscire è arrivato un uomo con aria aggressiva che ci ha bloccato l’uscita e ha iniziato a insultarci». Da quel momento la discussione è degenerata: l’aggressore si sarebbe avvicinato con fare minaccioso, rifiutando di spostarsi nonostante le richieste del giovane.

Dalle parole del testimone emergono momenti di grande tensione: «Io gli ho chiesto di andarsene, ma lui continuava a insultare. Alla fine è scattato il nervoso: mi ha sferrato una ginocchiata, poi mi ha buttato a terra, mi ha tenuto giù schiacciandomi la testa contro il cemento e ha iniziato a colpirmi ripetutamente». Secondo il racconto, anche il padre dell’aggressore si sarebbe unito all’attacco, infliggendo calci e schiaffi e pronunziando gravi minacce: «Mi ha detto ‘ti ammazzo’ — racconta la vittima —. Ho pensato alla mia famiglia e sono riuscito a scappare».

La moglie, rimasta in auto, ha chiamato immediatamente il 112: le forze dell’ordine sono arrivate sul posto poco dopo. Il giovane, ricostruisce il suo racconto, si è poi riavvicinato agli operatori per fornire i dettagli e formalizzare la denuncia. Sul caso sono al lavoro le forze dell’ordine per ricostruire dinamica e responsabilità; sul luogo potrebbero essere acquisiti filmati di telecamere di sorveglianza e sentiti eventuali testimoni presenti.

Stato delle indagini e tutela della vittima
La vicenda è attualmente in fase di accertamento. Le autorità ricordano la necessità di rispettare la presunzione di innocenza: al momento non sono stati resi noti né arresti né nomi pubblici. Le lesioni riportate dalla vittima saranno oggetto di verifica medica; se confermate, l’episodio potrebbe configurare i reati di lesioni personali aggravate e minacce. Gli inquirenti valuteranno anche eventuali elementi che possano ricondurre a contestazioni contro più persone, a seconda di quanto emergerà dalle verifiche.

Un appello alla comunità
La vicenda richiama l’attenzione sull’importanza della calma e del rispetto nelle tensioni quotidiane. «Un parcheggio non giustifica la violenza», sottolineano fonti istituzionali: nei casi di conflitto è sempre opportuno coinvolgere le forze dell’ordine e allontanarsi per evitare escalation. Alle persone che assistono ad aggressioni si raccomanda di contattare subito il 112 e di fornire testimonianze utili alle indagini.

Aggiornamenti
Seguiranno aggiornamenti non appena la Procura e le forze di polizia comunicheranno sviluppi sul fascicolo. Chi avesse visto l’accaduto o disponesse di riprese video è invitato a contattare la Questura o il numero di emergenza per fornire elementi utili.

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