Fiera crocieristica Miami, Bucci: “Trieste solo con un roll up, Capodistria con hostess in minigonna” (VIDEO)
Tra il bilancio del Carnevale di Muggia e le prospettive della stagione crocieristica, la diretta di Trieste Cafe ha acceso i riflettori su un tema che, secondo Maurizio Bucci (esperto di navi da crociera), rischia di diventare una perdita secca per la città: la capacità di Trieste di restare competitiva nel mercato internazionale delle crociere.
In studio, insieme a Riki Ramazzina (imprenditore) e al vicesindaco di Muggia Nicola Delconte, Bucci ha riportato il dibattito su un punto preciso: la promozione di Trieste all’estero e la presenza, o meglio l’assenza, nei luoghi dove si decidono le rotte del futuro.
“A Miami si chiude il 2028” e Trieste non c’è
Bucci lo dice senza giri di parole: il mondo delle crociere non si improvvisa e non aspetta nessuno. La programmazione viaggia con largo anticipo e chi non si presenta resta indietro, anche se ha una città bellissima da vendere.
“Il 2027 è già venduto”, ha spiegato, chiarendo che la pianificazione avanza a ritmo serrato: “Nel prossimo mese si chiuderà la stagione 2028. Dove si chiuderà? A Miami. Si chiama il C-Trade, l’evento mondiale della crocieristica”.
Ed è proprio lì che, secondo Bucci, si consuma uno scarto che pesa come un macigno.
Bucci: “Trieste con un semplice roll up, senza la presenza di nessuno”
La fotografia che l’esperto consegna alla diretta è brutale nella sua semplicità. Trieste sarà presente, sì, ma in modo che lui definisce insufficiente e umiliante per il potenziale che la città avrebbe.
“La città di Trieste sarà presente con un semplice roll up, messo in uno stand collettivo senza la presenza di nessuno. Questo è inaccettabile”, ha dichiarato.
Poi il paragone, tagliente, con Capodistria.
“Capodistria è in posizione strategica con hostess in minigonna”
Bucci descrive un contesto dove la concorrenza non fa sconti e usa ogni leva possibile per vendere il proprio prodotto. Anche quelle che a Trieste, semplicemente, non si vedono.
“Capodistria è in una posizione di fronte alla lounge bar, con un doppio stand ben organizzato, ben strutturato, con le hostess in minigonna”, ha detto, precisando che non si sta parlando di una metropoli come Barcellona, ma di una realtà vicina e molto più piccola. Proprio per questo, nella sua lettura, il messaggio è ancora più pesante: se lo fa Capodistria, Trieste non può permettersi di arrivare “in ciabatte” al tavolo dove si decide il futuro.
Il mercato non aspetta: “La concorrenza è agguerritissima”
Secondo Bucci, il problema non è solo di immagine, ma di mancanza di consapevolezza istituzionale.
“Non c’è sensibilità, attenzione su questo mondo da parte di nessuno”, ha affermato, riconoscendo che a mantenere i rapporti con le compagnie ci pensa soprattutto chi lavora nel settore, come le agenzie marittime. Ma, nella sua ricostruzione, manca una strategia politica e una regia vera.
Le infrastrutture: “La stazione marittima non regge le navi di oggi”
Bucci lega poi il tema della promozione a quello, ancora più concreto, delle infrastrutture. Per lui il ridimensionamento delle navi non è una scelta casuale o “naturale”, ma la conseguenza di limiti strutturali.
“La nostra stazione marittima è stata costruita nel primo ’900 per transatlantici di dimensioni completamente diverse rispetto ad oggi”, ha spiegato, arrivando al punto chiave: “La prima cosa da fare è l’allungamento del molo”.
E porta un esempio preciso, legato alle richieste di una compagnia interessata a Trieste: “Hanno chiesto l’allungamento del molo. In questo momento nessuno sta dando delle risposte”.
Disney a Trieste: “Qui ci giochiamo il jolly”
Nel corso della trasmissione, spazio anche alla notizia che ha infiammato gli appassionati: l’arrivo, per la prima volta, di una nave Disney a Trieste. Bucci non nasconde l’importanza simbolica e mediatica di quell’approdo.
“Quel giorno avremo l’attenzione mediatica di tutto il mondo”, ha detto, aggiungendo però un avvertimento: senza infrastrutture e senza capacità di “accoglienza vera”, l’occasione rischia di restare un lampo isolato.
“Dobbiamo fare un grande evento, una grande manifestazione di accoglienza e un grande saluto”, ha sostenuto, parlando di musica, intrattenimento e di quel “ricordo” che fa la differenza quando una città vuole essere scelta ancora.
Ramazzina: “La Slovenia impara e poi ci passa davanti”
A rafforzare la linea di Bucci è intervenuto anche Riki Ramazzina, che ha agganciato l’episodio di Miami a un ragionamento più ampio.
“Loro stanno un po’ più tempo a imparare, ma quando imparano sono dei veri professionisti… e alla fine Trieste è messa in un angolino”, ha detto l’imprenditore, collegando il tema a esperienze maturate oltreconfine.
Delconte: “Collaborazione con Capodistria, un passo storico”
Sul versante Muggia, il vicesindaco Nicola Delconte ha raccontato un segnale concreto: un accordo di collaborazione sul Carnevale con il Comune di Capodistria, legato a una tradizione condivisa con l’Istria.
“Se ci arrivano i turisti da Trieste, perché non ci dovrebbero arrivare quelli che sbarcano a Capodistria?”, ha osservato Delconte, rivendicando un approccio pratico: piccoli passi, ma con una visione.
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