Cabina di regia per il turismo, Giudici: “Entro metà anno operativa” e piano quinquennale per Trieste (VIDEO)

Cabina di regia per il turismo, Giudici: “Entro metà anno operativa” e piano quinquennale per Trieste (VIDEO)

La cabina di regia per il turismo a Trieste “ha preso la direzione che ci eravamo prefissati” e, secondo quanto spiegato in diretta da Maurizio Giudici, presidente di Federalberghi, l’obiettivo è arrivare “entro metà anno” a una struttura “costituita e operativa”. La notizia, al centro della diretta serale di Trieste Cafe condotta da Luca Marsi con Martina Lucia Marsi, viene presentata come un passaggio di metodo, prima ancora che di immagine: mettere intorno allo stesso tavolo tutti gli attori che già oggi incidono sul turismo, ma farlo in modo ordinato, programmato e misurabile.

Giudici: “Gli effetti pieni si vedranno nel 2027, ma il 2026 non sarà fermo”

Giudici lo dice con chiarezza: nel turismo “gli effetti non si hanno in termini di immediatezza”. Per questo, sempre secondo quanto comunicato dal presidente di Federalberghi, la cabina di regia potrà diventare “palpabile pienamente nel 2027”. Non significa però restare immobili nel 2026. Al contrario, Giudici parla di “parecchie iniziative in serbo” e ribadisce che Trieste dovrà essere “pronta ad accogliere i suoi 1.665.000 e più turisti anche per il 2026”, indicando così un dato di riferimento che, nel racconto della diretta, diventa la base numerica su cui costruire scelte e investimenti.

Una rete di imprese e istituzioni: chi siede al tavolo del turismo

La cabina di regia viene descritta come una “rete”, perché “di fatto già esiste”, ma va completata e resa operativa. Giudici elenca gli attori che, nella sua impostazione, devono sedersi nella struttura: Federalberghi, FIPE con cui rivendica “ottima sinergia”, FIAVET con il presidente Campaiola, Trieste Terminal Passeggeri, Trieste Trasporti, l’aeroporto e i rappresentanti dell’altipiano carsico. Nel corso dell’incontro, Giudici inserisce anche la componente culturale, richiamando l’offerta dei teatri e citando il Teatro Rossetti come realtà che, a suo dire, “fa un eccellente lavoro in termini di destagionalizzazione”. Tra i nodi indicati come strategici, viene sottolineato anche il Generali Convention Center, citato dal presidente come “polo di eccellenza” capace di lavorare in periodi di bassa stagione, con un richiamo all’evento ospitato “nell’altro weekend” legato alla fiera federcongressi.

Destination manager e masterplan: il turismo diventa progetto, non somma di iniziative

Il cuore operativo, nella visione spiegata da Giudici, passa da una struttura “organizzata” guidata da un destination manager, definito in diretta come il professionista che “fa sistema e promuove le destinazioni turistiche”. La cabina di regia, sempre secondo Giudici, non nasce per fare un collage di eventi, ma per “gestire” e “programmare” lo sviluppo turistico “in modo strutturato” attraverso un piano “quinquennale”. È qui che la diretta porta il tema dal piano delle intenzioni al piano della governance: un progetto che abbia respiro e che si presti a controlli periodici, invece di rincorrere emergenze o stagioni.

Finanziamenti e legge regionale: “Investire senza toccare la fiscalità del Comune”

Giudici porta anche un elemento tecnico che, nel racconto, viene presentato come decisivo: la nuova legge commercio e turismo “la 17 del 25”, citata come norma che riconosce le reti d’impresa e le rende “finanziabili”. Tradotto, secondo quanto spiegato dal presidente, significa poter investire sul turismo “senza toccare la fiscalità del Comune”, quindi senza agire direttamente sulle tasse dei cittadini. È un passaggio che, nella logica della cabina di regia, diventa il ponte tra obiettivi ambiziosi e strumenti concreti.

Università di Trieste, lo studio sugli impatti: “Una fotografia certa dello status quo”

Altro tassello annunciato da Giudici riguarda l’Università degli Studi di Trieste. In diretta, il presidente parla dell’auspicio di chiudere l’accordo “entro metà di questo mese” per affidare all’ateneo uno studio su due livelli: l’impatto sociologico del turismo sulla città e l’impatto economico diretto e indiretto. L’obiettivo dichiarato è ottenere “una fotografia certa” della destinazione, così che la programmazione futura parta da basi solide e non da percezioni. Il punto viene ribadito anche più avanti, quando Giudici precisa che l’università “non farà mai il progetto”, ma produrrà dati utili a chi dovrà progettarlo.

Il punto politico: “Nessuna decisione vincolante, la responsabilità resta alla politica”

In un passaggio centrale della diretta, Luca Marsi chiede se la cabina di regia avrà decisioni vincolanti rispetto alla politica. La risposta di Giudici è netta: “Assolutamente no”. E aggiunge che “il governo della città è democraticamente eletto” e che la cabina di regia non deve essere scambiata per un tentativo di “golpe” sulle responsabilità istituzionali. La cabina, nella definizione proposta dal presidente di Federalberghi, diventa “strumento tecnico”, capace di indicare strade e bisogni, e al tempo stesso “agevolatore” per mettere a terra risultati in modo più rapido rispetto ai tempi della macchina amministrativa.

Monitoraggio e correzioni: i dati come bussola, non come decorazione

Giudici insiste su un concetto: il turismo ha cambiato e sta cambiando la città, e chi governa deve dare risposte a questa trasformazione. La cabina di regia, secondo il presidente, deve costruire un masterplan quinquennale “proporzionato e sostenibile”, ma anche prevedere “verifiche cadenziate temporalmente” per capire se il progetto funziona, cosa va corretto e quali assestamenti servono. È un’impostazione che, nella diretta, viene presentata come risposta agli “effetti distorsivi” che la città ha conosciuto finora, proprio perché lo sviluppo turistico è stato molto rapido.

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