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Il Comune informa

Somministrazione di farmaci nelle scuole, presentate le linee guida aggiornate

El. Ba. ·
Somministrazione di farmaci nelle scuole, presentate le linee guida aggiornate

Non è uno strumento obbligatorio ma vuole dare "una cornice di siurezza operativa e di garanzia" per tutelare la scolarizzazione e l'alta educazione di studenti che presentano situazioni di fragilità e di malattia cronica. Si tratta delle linee guida interistituzionali per la somministrazione di farmaci nei contesti extrafamigliari che necessitavano di essere modificate e aggiornate in quanto datate 2013. Sono state presentate questa mattina a Palazzo Gopcevich dagli assessori comunali all'Educazione Maurizio De Blasio, alle Politiche del personale Stefano Avian assieme al direttore dei Servizi scuola, educazione e biblioteche Manuela Salvadei. Presenti anche per Asugi Stefano Visintin, il responsabile delle emergenze territoriali Alberto Peratoner, il direttore sanitario del Burlo Garofolo Nelso Trua, il dirigente della clinica pediatrica Andrea Taddio e Chiara Oretti, pediatra triestina. Tutto parte dalla necessità di colmare dei buchi organizzativo nelle linee del 2013. Grazie ad un importante lavoro di squadra, le linee guida rivisate consentono in prima istanza allo studente che ne è in grado di auto somministrarsi la terapia (ad esempio nel caso di diabete), in secondo luogo di far entrare il famigliare a scuola e in terza istanza di identificare una persona all'interno del plesso che somministri quei farmaci non differibili ed essenziali che vanno dati in momenti ben precisi e non rinviabili.

L'operatore scolatico viene formato e informato sul singolo caso dal medico certificatore. Si tratta dunque di un modello di percorso condiviso tra servizi sanitari territoriali e ospedalieri di Asugi, Irccs Burlo Garofolo, Federazione italiana medici pediatri, istituzioni scolastiche, enti locali e associazioni per "garantire l'adeguato inserimento in contesti comunitari di bambini e ragazzi affetti da patologie croniche che richiedono terapie continuative o interventi di emergenza". Dunque percorsi integrati di presa in carico per coniugare diritto alla salute, istruzione, benessere, gioco e sviluppo della socialità. Il documento è il risultato di una virtuosa collaborazione: "L'auspicio è che possa essere esteso ad altri ordini e gradi scolastici e in tutto il territorio regionale" ha detto De Blasio mentre Avian ha posto l'accento sul "lavoro di squadra tra enti" e sulla "necessità di modificare il documento del 2013". Dal canto suo Visintin ha evideniziato come "alla fine si sia trovata la quadra per far sì che anche ai ragazzi con cronicità venga garantita l'alta scolarità che è un fattore di benessere".

Peratoner ha ricordato "l'ottimo livello di emergenza urgenza a Trieste" parlando di "sistema molto buono" ma "serve il coinvolgimento dei cittadini, del personale laico che assiste per primo ad un evento ed è essenziale per la catena di sopravvivenza". Dunque "il personale scolastico può essere il primo anello della catena in tal senso, in caso di dubbio la chiamata al 112 è sempre lecita". "L'astante che se la sente - ha proseguito Peratoner - va formato per eseguire delle manovre guidate dall'operatore telefonico come ad esempio la somministrazione di una terapia piuttosto che una crisi epilettica". Trua ha parlato di "passo di civiltà" mentre Oretti ha ricordato il rapporto fiduciario che intercorre tra pediatra e famiglie. 

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