Very Ignorant Party, alla Stazione Rogers si fa festa con il nuovo format "Remengo"
«Come per V.I.P – sottolinea - anche Remengo nasce per gioco, quindi aspettiamo la risposta del pubblico per decidere il format, in ogni caso non sarà sicuramente continuativo, la formula one- night a mio parere funziona meglio anche se devo ammettere che ci sono prodotti a cadenza regolare come “Smart Friday” che vanno alla grande, soprattutto all’Ausonia, sia perche è un locale molto in salute, sia grazie al gran lavoro di Miguel e soci che hanno un’organizzazione invidiabile. Diciamo che noi vecchiotti non facciamo più festa ogni week end… anche se ti assicuro che sappiamo eccome farla ancora!»
«Il pubblico a cui è rivolto Remengo – continua il giovane triestino - è sicuramente un target più alto rispetto alla V.I.P, anzi direi molto più alto. Nello spostarci dal 45 giri all’Ausonia abbiamo perso una fetta di fedelissimi che vorremmo riconquistare, ai quali piaceva venire alle nostre feste perché il target era elevato, perché si conoscevano tutti e perché la musica era quella “old school”. Poi per una serie di mille motivi abbiamo un po’ cambiato pubblico e quindi genere, ma ora ci siamo ripromessi di conquistarli di nuovo, anche se ammetto che il target 25-35 è il più difficile da raggiungere, ma se ci siamo già riusciti una volta… Ai miei tempi non c’erano i social, il canale principale è il passaparola, ed è stato proprio il passaparola il successo del 45 giri, locale non troppo “mainstream” ma capace di regalare serate incredibili… siamo riusciti ad infiammare letteralmente la pista da ballo…una delle realtà a mio avviso più riuscite della città e sono davvero orgoglioso di esserne stato, assieme al mio socio Louis, l’artefice, ed è quello che ci si augura accada con Remengo. Il target alto, il free entry, i prezzi alla portata di tutti, il locale piccolo e accogliente, il venerdì che notoriamente è frequentato dai più grandicelli e dai “baloneri”, l’orario (21.30) sono tutti ingredienti per un mix vincente. Ti racconto una storia divertente riguardante il passaparola: avevamo appena fatto un paio di serate in 45 Giri ed erano andate alla grande, un giorno stavo andando al locale per i preparativi e un amico/conoscente per strada mi ferma e mi chiede: “ciao, ma hai sentito di quella festa che fanno in via Economo? Quarantacinque qualcosa?” E io “no che festa?”, e lui “mah una che tutti parlano la alla fine delle rive”. In quel momento preciso ho capito che avevamo fatto centro!»
«La musica – sottolinea Francesco - è stata selezionata personalmente dal sottoscritto, poi cercherò di far ruotare i dj più possibile, sempre gente che quegli anni li ha vissuti in prima persona, e cercherò di convincere qualche mio amico che a quel tempo metteva dischi al Cibo Matto e all’Hip Hop, ma loro ancora non lo sanno, lo scopriranno leggendo questa intervista, sarà divertente… (si si sto parlando proprio con voi!!!) La musica che andava per la maggiore in quegli anni era la musica Hip Hop, erano gli anni di Sean Paul, 50 Cent, Eminem ecc, ma L’Hip Hop non era l’unico protagonista; quando la pista era in fiamme scendevano in campo Daft Punk e Chemical Brothers per dirne alcuni…chissà se andremo talmente indietro fino ad arrivare agli anni ’90…mah. Poi magari qualche successo contemporaneo ci scapperà ma ci siamo ripromessi di stare indietro coi tempi, per differenziare anche dal format V.I.P (anche se V.I.P ricomprende tutto! Sigh!)».
«innanzitutto – conclude - la location non è casuale, sono innamorato follemente della Stazione Rogers e quando chiude per l’inverno son sempre dolori. Io e Gigio (il titolare n.d.r) abbiamo molte idee in comune; lui è geniale ed è un professionista impeccabile. I grandicelli si lamentano sempre che in giro “xe solo fioi”; e allora quando facciamo queste “reunion” se non vengono, poi non si possono più lamentare! E’ anche fatta di proposito di venerdì cosi poi il sabato ci riprendiamo e poi c’è tutta la domenica. Dai sto scherzando, la Rogers è ad un passo da via Torino e da tutta quella zona li, l’ingresso è gratuito, la musica è buona te lo posso garantire, allora lo chiedo io a te “perché non venire?”».
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