mercoledì 26 agosto 2026
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Questa sera Franz Schubert raccontato da Luca Ciammarughi - il pianoforte

Luca Marsi·
Questa sera Franz Schubert raccontato  da Luca Ciammarughi - il pianoforte

Proseguono il 14 dicembre al Revoltella gli appuntamenti musicali “La Società dei Concerti nei Musei Civici”, un’iniziativa in cui i musicisti raccontano e suonano il proprio approccio alla interpretazione musicale organizzata dalla Società dei Concerti di Trieste.

L'Appuntamento di giovedì, che si terrà come sempre alle 18, sarà uno dei due incentrati su Schubert e tenuti dal pianista Luca Ciammarughi, esperto musicista, scrittore e divulgatore.
Nel primo appuntamento dedicato alla musica e alla figura di Franz Schubert (1797-1828), Luca Ciammarughi esplorerà l’universo pianistico del grande compositore viennese. L’itinerario ci porterà dalla piccola alla grande forma: partiremo dalle danze, quei Ländler e Valzer che spesso Schubert improvvisava nelle serate con gli amici, note come “schubertiadi”. Queste gemme costituiscono anche un laboratorio di sperimentazione in vista di forme più ampie. 
Il percorso ci condurrà poi verso quelle composizioni con cui si inaugura la moda romantica del Charakterstück: Impromptus, Klavierstücke, Moments Musicaux. Schubert, scostandosi dai cliché del virtuosismo Biedermeier, riempie queste forme di contenuti simbolici di inaudita profondità.
Sulle tracce del Wanderer schubertiano, il viaggio approderà al trittico delle ultime monumentali Sonate, in particolare l’ultima D 960, canto del cigno pianistico: a soli 31 anni, pochi mesi prima di morire, Schubert sembra riassumere in queste grandi forme l’intera propria esistenza, come in un “romanzo” musicale sperimentale che getta ponti visionari verso il futuro. 
Facendo riferimento anche al mondo liederistico, Ciammarughi mostrerà attraverso estratti dalle composizioni più emblematiche come questa “musica assoluta” contenga messaggi cifrati che rivelano una “visione del mondo” ancora oggi straordinariamente attuale.
«Ci sono diversi aspetti della visione del mondo del compositore - aggiunge il M° Luca Ciammarughi - che mi interessa mettere in luce. La sua vicenda personale straordinaria, innanzitutto. È stato infatti il primo musicista indipendente nella storia della musica non essendosi appoggiato a nessuna corte o mecenate, un artista che ha rifiutato "il posto fisso" come si direbbe oggi. Ha composto sempre in maniera indipendente per una ristretta cerchia di amici. Poi c'è il lato socio-politico, Schubert viveva all'epoca in una sorta di regime sotto il cancelliere Metternich in una Vienna che brulicava di spie, dove imperversava la censura, l'insegnamento non era libero, la polizia apriva e leggeva le lettere. Visse dunque sotto una cappa oscura. La sua musica conserva una certa amabilità viennese ma c'è anche una forte componente di pessimismo e dolore che rispecchia questa epoca buia. Da un altro punto di vista però riflette anche uno slancio utopico verso l'aspirazione ad una umanità migliore. E infine dal punto di vista più tecnico vorrei dare risalto alla proiezione del linguaggio schubertiano nel futuro perchè anticipa, nel uso soprattutto dell'armonia e nella grande forma, con sonate molto dilatate,  le sinfonie di Mahler o Bruckner o come in certi momenti, nelle ultime sonate, si avvicina all'espressionismo. C'è dunque un lato fortemente sperimentale accanto a quello più tradizionale, viennese, e un lato legato al folklore, alle danze anche se allora, per quei tempi, le danze come il valzer erano danze nuove,  proibite,  "erotiche" per via dello stretto contatto fisico.»

La rassegna “La Società dei Concerti nei Musei Civici” è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura e della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, il patrocinio del Comune di Trieste, con il sostegno della Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali, grazie al Main Sponsor Caffè Sacher Trieste e Mecenati Artbonus.
 

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