Museo Winckelmann, martedì terzo appuntamento con “Archeologia di sera 2019”
Terzo appuntamento, martedì 20 agosto, al Civico Museo d’Antichità J.J. Winckelmann, sul Colle di San Giusto, con il ciclo “Archeologia di Sera 2019” dedicato quest'anno al tema “Bestiario antico”. Con musica, lettura commentata e proiezioni nella magica atmosfera del Giardino del Capitano Alle ore 20.30, a cura di Marzia Vidulli Torlo e Susanna Moser, l'argomento da affrontare sarà: “Il gallo e la tartaruga”. Prendendo spunto dalle due scene raffiguranti un gallo e una tartaruga esistenti nel mosaico delle due Aule volute dal vescovo Teodoro (315-320 d.C.) e oggi visibili nella Basilica patriarcale di Aquileia, viene presentato un riepilogo delle molte e diverse interpretazioni di questo “combattimento”, eterna contesa tra il Bene e il Male; ma c’è molto di più, tra culto del dio Mitra e del dio Mercurio. Si passa poi ad analizzare la fortuna iconografica, simbolica e letteraria che nell’antichità hanno goduto questi due animali tanto diversi: il gallo considerato da una parte un animale solare, che con il suo canto annuncia l’alba e scaccia i demoni notturni, dall’altra (soprattutto il gallo nero) un animale magico e rituale, vittima sacrificale per le potenze infernali; la tartaruga (o più correttamente la testuggine), sebbene Tartaruchus sia il nome del demone protettore degli inferi, è simbolo di corporeità, stabilità, longevità, invulnerabilità, saggezza e talvolta exemplum di capacità mediatrici tra cielo e terra e figura dell’universo. La tartaruga poi ha un’utilità pratica, così come si legge nell'inno di Omero dedicato a Ermes/Mercurio: il dio bambino sottrae il guscio alla tartaruga e “questo, sotto la sua mano diede un suono prodigioso… inventando la lira a sette corde”. Alle ore 21.30, per la parte musicale della serata, “Bestiario in note”, il Gruppo strumentale “Lumen Harmonicum” (Corrado Gulin pianoforte, Marco Favento violino e Massimo Favento violoncello) proporrà musiche di - Christoph Willibald Gluck (1714-1787): “Danza degli spiriti beati” da “Orfeo ed Euridice” - Camille Saint-Saens (1835-1921): “Le Cygne” da “Le Carnaval des Animaux” - Camille Saint-Saens (1835-1921): “Le Déluge” - poëme biblique - Franz Liszt (1811-1886)/Camille Saint-Saens: “Orphée” - poëme symphonique - Jacques Offenbach (1819-1880): Quattro scene da “Orfeo all’Inferno” (“C’est deplorable, c’est effroyable” - “Pour seduire Alcmene la fiere” - “Ah, ah, ah! Ne prends plus l’air patelin” - “Le bal est original”). L'incontro è a ingresso libero (con entrate da Piazza della Cattedrale 1, via della Cattedrale 15 e via San Giusto 4).
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