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Politica

Brazilian Jiu-Jitsu per Polizia e Forze Armate: grande partecipazione alla due giorni del Trieste Campus

Luca Marsi·
Brazilian Jiu-Jitsu per Polizia e Forze Armate: grande partecipazione alla due giorni del Trieste Campus

Due giornate nelle quali formazione, preparazione tecnica, sicurezza e confronto professionale si sono incontrati sul tatami. Si è conclusa con una grande partecipazione la due giorni dedicata al Brazilian Jiu-Jitsu, organizzata a Trieste il 25 e 26 settembre dai sindacati SIULP, COISP, UNARMA, SINAFI, ITAMIL e UGL e ospitata negli spazi del Trieste Campus.

Un appuntamento che ha riunito numerosi appartenenti alle Forze di Polizia e alle Forze Armate, provenienti da realtà differenti, trasformando l'attività sportiva in un'occasione di aggiornamento e crescita professionale.

L'obiettivo dell'iniziativa, infatti, è andato ben oltre la pratica di una disciplina sportiva: il Brazilian Jiu-Jitsu è stato utilizzato come strumento attraverso il quale approfondire tecniche legate al controllo, alla gestione della distanza, al contenimento e alla sicurezza dell'operatore.

Due giorni dedicati alla preparazione pratica

Il cuore dell'iniziativa è stato il lavoro sul campo.

Gli operatori hanno avuto la possibilità di confrontarsi e allenarsi attraverso una disciplina particolarmente orientata al controllo e alla gestione delle situazioni di contatto.

Una formazione pensata, spiegano gli organizzatori, non soltanto come attività sportiva, ma anche come occasione concreta di aggiornamento, confronto e crescita professionale, attraverso tecniche che possono trovare applicazione in differenti contesti operativi.

La due giorni triestina ha così cercato di unire preparazione fisica e consapevolezza tecnica, mettendo al centro la capacità dell'operatore di affrontare situazioni complesse preservando la propria sicurezza e quella delle altre persone coinvolte.

Sul tatami il Maestro Simone Favretto

A curare la parte tecnica dell'iniziativa è stato il Maestro Simone Favretto, Tribe Jiu Jitsu Italia, che insieme agli istruttori coinvolti ha accompagnato i partecipanti nelle differenti sessioni di allenamento.

Il programma ha permesso agli operatori di lavorare su aspetti che gli organizzatori considerano particolarmente utili nella quotidianità professionale.

Controllare la distanza, comprendere meglio le dinamiche del contatto, utilizzare tecniche di contenimento e sviluppare maggiore consapevolezza delle proprie capacità: elementi che hanno trasformato il tatami in uno spazio di formazione e condivisione tra persone provenienti da corpi e realtà differenti.

I sindacati: «Partecipazione concreta degli operatori»

Nel comunicato congiunto, i rappresentanti delle organizzazioni promotrici sottolineano soprattutto la risposta ottenuta dall'iniziativa.

«La partecipazione registrata in queste due giornate dimostra quanto sia importante investire nella formazione concreta degli operatori e quanto il personale avverta l'esigenza di momenti formativi pratici, capaci di fornire strumenti utili per affrontare le diverse situazioni operative».

Un passaggio che fotografa la filosofia alla base dell'appuntamento: non soltanto teoria, ma attività pratica costruita attorno alle possibili esigenze professionali degli operatori.

«Controllo, gestione delle situazioni di contatto e sicurezza»

Secondo i promotori, il Brazilian Jiu-Jitsu rappresenta una disciplina capace di lavorare contemporaneamente su diversi aspetti.

«Il Brazilian Jiu-Jitsu rappresenta una disciplina che consente di lavorare sul controllo, sulla gestione delle situazioni di contatto e sulla consapevolezza delle proprie capacità, ponendo sempre al centro la sicurezza dell'operatore, il rispetto delle persone e la professionalità», evidenziano i sindacati.

Tre concetti, dunque, emergono con particolare forza dalla due giorni: preparazione, controllo e sicurezza.

Una formazione che punta anche sulla conoscenza delle proprie possibilità, aspetto ritenuto importante quando l'operatore è chiamato a gestire circostanze nelle quali lucidità e preparazione possono assumere un ruolo fondamentale.

Polizia e Forze Armate insieme sullo stesso tatami

Ma uno degli elementi maggiormente sottolineati dagli organizzatori riguarda proprio la composizione dei partecipanti.

La due giorni ha infatti permesso di mettere insieme appartenenti a diverse Forze di Polizia e alle Forze Armate.

Una contaminazione professionale che ha consentito a persone provenienti da esperienze differenti di allenarsi fianco a fianco e confrontarsi.

Per i promotori è stato proprio questo uno dei valori aggiunti dell'iniziativa: creare «un'importante occasione di confronto, condivisione e crescita che va oltre le singole appartenenze».

Il tatami, per due giorni, è diventato quindi una sorta di terreno comune sul quale uniformi, ruoli ed esperienze differenti hanno potuto incontrarsi attorno allo stesso obiettivo: migliorare la preparazione.

I rappresentanti delle organizzazioni promotrici

A seguire l'iniziativa anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali coinvolte: Francesco Marino per il SIULP, Nando Di Gennaro per il COISP, Umberto Mazzotta per UNARMA, Bartolomeo Cammarino per il SINAFI, Romano Lufrano per ITAMIL e Roberta Vlahov per UGL.

I promotori hanno espresso congiuntamente soddisfazione per il risultato della manifestazione e per la partecipazione registrata nelle due giornate.

Un risultato che, nelle loro intenzioni, non dovrebbe rappresentare un punto di arrivo, ma la base sulla quale costruire nuove occasioni formative.

Il ringraziamento al Trieste Campus

Particolare riconoscimento è stato rivolto al dottor Enrico Samer e al dottor Andrea Razzi, indicati dagli organizzatori come figure determinanti per la concreta realizzazione dell'iniziativa.

Secondo quanto riportato nella nota, hanno creduto nel progetto e ne hanno consentito la realizzazione mettendo a disposizione il Trieste Campus.

Gli organizzatori sottolineano inoltre la disponibilità manifestata nell'offrire alle organizzazioni promotrici la possibilità di utilizzare una struttura considerata di grande valore per ospitare momenti formativi rivolti agli appartenenti alle Forze di Polizia e alle Forze Armate.

Il rapporto con il territorio

L'iniziativa ha voluto costruire anche un collegamento tra formazione degli operatori e realtà del territorio.

Secondo i sindacati, la disponibilità dimostrata verso le esigenze formative avrebbe rappresentato un contributo fondamentale alla riuscita dell'evento.

«Senza il loro sostegno e la loro collaborazione, non sarebbe stato possibile realizzare questa importante occasione di formazione e confronto», viene evidenziato nella nota.

Il messaggio che emerge è quello di una collaborazione che prova a mettere in relazione operatori della sicurezza, istituzioni e realtà locali.

I saluti dell'amministrazione comunale e della Questura

Alla due giorni sono arrivati anche i saluti dell'Amministrazione comunale di Trieste.

Gli organizzatori ringraziano l'assessore alla Sicurezza Caterina De Gavardo e il consigliere comunale Marcello Medau per la partecipazione all'iniziativa e per aver portato i saluti dell'amministrazione.

Un ringraziamento è stato rivolto anche al Vicario del Questore, dottor Leonardo Boido, presente per portare i saluti della Questura di Trieste.

Presenze che, secondo i promotori, testimoniano l'attenzione nei confronti di iniziative dedicate alla formazione e alla preparazione degli operatori.

Una due giorni che guarda già al futuro

Terminati gli allenamenti, il messaggio conclusivo degli organizzatori guarda già oltre le giornate del 25 e 26 settembre.

Secondo i sindacati promotori, il risultato dell'iniziativa dimostra quanto possa essere importante creare sinergie tra mondo sindacale delle Forze di Polizia e delle Forze Armate, istituzioni e realtà locali, soprattutto quando l'obiettivo è promuovere formazione, sicurezza e crescita professionale.

Da qui la volontà di proseguire lungo questa strada, favorendo ulteriori occasioni di formazione condivisa e di valorizzazione del personale.

Perché dietro una tecnica imparata sul tatami c'è qualcosa che, nella filosofia dell'iniziativa, va oltre lo sport: prepararsi meglio significa aumentare la consapevolezza con cui affrontare il proprio lavoro.

Ed è proprio questo il messaggio che la due giorni di Brazilian Jiu-Jitsu lascia a Trieste: corpi differenti, esperienze differenti e professionalità differenti possono ritrovarsi nello stesso spazio, confrontarsi e allenarsi insieme, mettendo al centro un obiettivo comune, la sicurezza degli operatori e delle persone.

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