“Le donne del terremoto del Friuli del 1976” , una mostra per ricordare la rinascita di un popolo

Martedì 5 maggio alle ore 18, presso lo Spazio Cultura Borgo San Mauro, sarà inaugurata la mostra “Le donne del terremoto del Friuli del 1976”, promossa dal Gruppo Ermada Flavio Vidonis con il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del progetto “Donne, Zenske, Woman, Femine – Storie e Voci di una Terra di Confine”, in collaborazione con la Famiglia Alpina, il Circolo Duinate, il Lions Club Duino Aurisina e il Comune di Duino Aurisina – Občina Devin Nabrežina. L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 17 maggio e rappresenta un importante momento di riflessione collettiva dedicato alla memoria del terremoto del Friuli del 1976, con uno sguardo particolare al ruolo fondamentale delle donne nella ricostruzione materiale, sociale e morale del territorio. Il Gruppo Ermada Flavio Vidonis, da sempre attento ai temi della memoria storica, della cultura del territorio e della valorizzazione delle identità locali, ha voluto sostenere con convinzione questa iniziativa che mette al centro storie spesso dimenticate, ma essenziali per comprendere la forza della comunità friulana.
«Ricordare il terremoto del Friuli significa ricordare una delle pagine più dolorose ma anche più straordinarie della nostra terra – sottolinea il presidente del Gruppo Ermada VF, Massimo Romita –. In quei giorni drammatici emerse la forza autentica delle donne e degli uomini friulani, capaci di rialzarsi con dignità, sacrificio e straordinario spirito di comunità. Le donne, in particolare, furono colonne silenziose della ricostruzione: custodi delle famiglie, delle tradizioni, della speranza e del coraggio quotidiano. Questa mostra vuole essere un grazie sincero a chi ha saputo ricostruire non solo case e paesi, ma un’intera identità collettiva.» Il progetto “Donne, Zenske, Woman, Femine” nasce dal presupposto che la storia delle donne – troppo spesso assente dai racconti ufficiali – sia invece centrale per comprendere il tessuto sociale del Friuli Venezia Giulia e delle terre di confine. Le loro vite, segnate da resilienza, migrazioni, lavoro e scelte coraggiose, rappresentano un patrimonio immateriale di enorme valore educativo e culturale.
L’iniziativa punta inoltre a rendere viva la memoria dei nostri avi, lasciando sullo sfondo i grandi eventi della Storia per concentrarsi sulla quotidianità: fatiche, imprevisti, decisioni, ma anche tradizioni, ricette, saperi artigianali e racconti tramandati oralmente. Elementi che costruiscono una memoria viva e partecipata, oggi trasmissibile anche attraverso gli strumenti digitali, per aiutare le nuove generazioni a comprendere il passato e leggere con maggiore consapevolezza il presente. La mostra si propone quindi come un percorso umano ed emozionale, capace di unire memoria, identità e testimonianza, nel segno della resilienza del popolo friulano.
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