La Controra: a Trieste un progetto racconta l'estate attraverso il caldo urbano

Umberto Saba la chiamava l'ora in cui gli uomini sembrano estinti. In una lettera del luglio 1927, anche Cesare Pavese scriveva: «Sappi anzitutto che l'estate mi ammazza. Io non concludo più nulla. Sono morto, morto.» Un'ora che la letteratura conosce da millenni: Platone la chiamava l'ora immota, la Bibbia l'ora del demone meridiano. Così la definisce anche Treccani: il primo pomeriggio, tra le 13 e le 16, quando il caldo estivo del sud impone una tregua forzata. La controra: un'espressione nata per i pomeriggi di Napoli o della Sicilia che le ondate di calore di queste settimane hanno portato fino a Trieste. La parola stava scivolando verso il folklore. Poi il clima ha cambiato le cose. Da agosto 2025 Treccani l'ha riscoperta: oggi è l'esperienza estiva concreta di chi abita una città pensata per un clima diverso da quello di oggi. Nasce da qui "La Controra – Percezioni climatiche nello spazio urbano", progetto di Cizerouno attivo a Trieste da luglio a ottobre 2026, posizionatosi terzo in graduatoria sui 27 progetti candidati al Bando a supporto di progetti culturali alla valorizzazione di iniziative di sensibilizzazione sul cambiamento climatico. Il bando, promosso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, è stato realizzato nell'ambito del progetto RE-ACTIVE, co-finanziato dall'Unione europea nell'ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Slovenia (www.ita-slo.eu/re-active).
Il sito (www.cizerouno.it/lacontrora) racconta cosa sono le isole di calore urbane, “Cronache dal caldo” documenta l'estate 2026 e una pagina è dedicata alle buone pratiche da città italiane ed europee. La mappa partecipativa raccoglie i luoghi della città che d'estate diventano invivibili per il caldo, e quelli dove si cerca sollievo. Uno studio CNR-IBE/ISPRA colloca Trieste terza in Italia per intensità delle isole di calore urbane, con una differenza fino a 4,8°C tra centro e periferia. Il progetto guarda anche a chi ha meno strumenti per proteggersi dal caldo, provando a raccontarlo attraverso l'esperienza di chi la città vive ogni giorno. Chiunque può contribuire: indicando un luogo che d'estate si preferisce evitare, uno dove si cerca sollievo, raccontando come cambia il modo di vivere le ore più calde, suggerendo un posto da rendere più fresco, o segnalando chi fatica a trovare riparo dalla calura.
Partecipare è semplice: bastano poche risposte sul sito, o una mail a eventi@cizerouno.it. La piattaforma, in italiano e sloveno, resterà online anche a progetto concluso: un archivio aperto a tutti, anche nelle prossime estati. In queste settimane un ciclo pittorico, un reportage fotografico e una sonorizzazione crescono in parallelo al progetto, lavorando sul territorio e documentandolo passo dopo passo. Ottobre chiude il cerchio. Nella settimana della Barcolana, al Cavò, le immagini, i suoni e la mappa torneranno alla città come un racconto corale: le idee, le riflessioni, i suggerimenti di chi in questi mesi ha scelto di raccontare la propria controra.
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