Trieste, Cecco: «Nessuna giustificazione culturale o religiosa per matrimoni forzati e abusi»

Giorgio Cecco di Civica Idea Giuliana esprime solidarietà alla giovane ricercatrice pakistana, dottoranda a Trieste, che, secondo quanto riportato nella nota, avrebbe denunciato minacce di morte e pressioni da parte dei familiari dopo aver rifiutato un matrimonio combinato in patria.
Una vicenda sulla quale Cecco interviene con una posizione netta, mettendo al centro la libertà individuale, l'autodeterminazione e la tutela della dignità femminile.
«Solidarietà alla giovane ricercatrice»
«È intollerabile che nel nostro Paese, fondato sullo Stato di diritto e sulla tutela delle libertà individuali, vi sia chi tenta di importare pratiche che calpestano la dignità femminile», dichiara Cecco.
L'esponente di Civica Idea Giuliana rivolge quindi la propria vicinanza alla dottoranda: «Solidarietà alla giovane ricercatrice pakistana, dottoranda a Trieste, che ha denunciato con coraggio le inaccettabili minacce di morte e le pressioni subite dai familiari per aver rifiutato un matrimonio combinato in patria».
«La libertà delle donne non è negoziabile»
Cecco allarga quindi la propria riflessione al tema dei diritti e dell'autodeterminazione femminile, indicando alcuni principi che, a suo giudizio, non possono essere messi in discussione.
«La libertà di scelta, l'autodeterminazione e l'uguaglianza delle donne sono valori non negoziabili della nostra civiltà occidentale», afferma.
Il punto centrale della presa di posizione è il rifiuto di qualsiasi attenuante fondata su tradizioni, cultura o appartenenza religiosa quando siano in gioco comportamenti abusivi o coercitivi.
«Nessuna giustificazione culturale o religiosa»
«Non possono esistere zone franche né giustificazioni culturali o religiose per chi tenta di imporre veri e propri abusi o matrimoni forzati, reati che l'ordinamento italiano persegue severamente», sottolinea Cecco.
Parole con cui l'esponente di Civica Idea Giuliana richiama il principio secondo cui il rispetto delle libertà personali deve prevalere di fronte a qualsiasi tentativo di coercizione.
Cecco: «Chi sceglie di vivere in Italia ne rispetti le leggi»
La conclusione della nota assume infine un significato più generale e riguarda l'integrazione e il rispetto dell'ordinamento italiano.
«Comunque chi sceglie di vivere in Italia deve rispettarne le leggi e i principi fondamentali», conclude Giorgio Cecco.
Una presa di posizione che parte dal caso della giovane dottoranda e diventa per Civica Idea Giuliana un richiamo più ampio alla tutela della libertà delle donne e al rispetto delle norme italiane.
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