Trieste, controlli al confine, Barbo (PD): «Dipiazza ne ammette l’inutilità, ora restituiamo gli agenti alla città»

Il Partito Democratico di Trieste torna all'attacco sui controlli al confine e chiede che il personale delle forze dell'ordine impiegato alla frontiera possa essere destinato maggiormente al presidio della città. A intervenire è Giovanni Barbo, capogruppo del PD in Consiglio comunale, che prende le mosse dalle dichiarazioni del sindaco Roberto Dipiazza durante l'ultima seduta dell'aula.
«Ieri in Consiglio Comunale, rispondendo ad una domanda di attualità del collega Riccardo Laterza, il sindaco Dipiazza ha confermato quanto già dichiarato nelle scorse settimane: i controlli al confine sono inutili», afferma Barbo.
Una valutazione politica attribuita dal capogruppo dem alle parole del primo cittadino e che riapre il confronto sull'utilità dei presidi di frontiera e, soprattutto, sull'impiego delle forze dell'ordine.
Barbo: «Solo 13 confini su 53 sono presidiati»
Secondo quanto riferisce Barbo ricostruendo l'intervento del sindaco, Dipiazza avrebbe evidenziato che in regione soltanto 13 confini su 53 risultano presidiati.
«Dipiazza ha ammesso che in regione solo 13 confini su 53 sono presidiati e che, se una persona vuole entrare clandestinamente, passerà logicamente dove non ci sono forze dell'ordine», sostiene il capogruppo del PD.
Per Barbo si tratta di un ragionamento che avvicinerebbe la posizione del sindaco a quella già sostenuta in passato dai democratici.
«Si tratta di una tesi che abbiamo sostenuto anche noi più volte nei mesi scorsi, attraverso mozioni, con Štefan Čok e Valentina Repini, e prese di posizione pubbliche, e che trova quindi riscontro finalmente anche nel Sindaco», aggiunge.
Il PD sposta il confronto sulla sicurezza in città
Il cuore dell'intervento di Barbo riguarda però l'utilizzo del personale delle forze dell'ordine. Per il capogruppo dem, la questione non dovrebbe essere circoscritta al dibattito sui flussi migratori, ma dovrebbe essere affrontata anche dal punto di vista della sicurezza urbana e del presidio del territorio triestino.
«Il tema non sono solo e tanto i flussi migratori, comunque la si pensi sul punto», precisa Barbo.
Secondo il rappresentante del PD, la questione centrale riguarda gli agenti destinati alla frontiera e la possibilità di rafforzare invece la presenza delle forze dell'ordine a Trieste.
«Oltre 50 agenti potrebbero essere chiesti per il territorio»
Barbo quantifica in oltre 50 gli agenti di polizia che, secondo quanto sostiene, sono stati chiesti per la frontiera.
«Il tema, che lo stesso Dipiazza ha ritirato fuori, è che gli oltre 50 agenti di polizia che sono stati chiesti per la frontiera si potrebbero chiedere per il presidio del territorio, che deve essere garantito dalle forze dell'ordine e non con discutibili palliativi», afferma.
È questo il passaggio politicamente più significativo della presa di posizione del capogruppo democratico: trasformare il confronto sui controlli alla frontiera in una richiesta di maggiore presenza delle forze dell'ordine sul territorio cittadino.
L'appello a Dipiazza: «Lo dica al ministro dell'Interno»
Da qui l'invito rivolto direttamente al sindaco.
Per Barbo, dopo le considerazioni espresse pubblicamente, Dipiazza dovrebbe portare la questione anche all'attenzione del ministro dell'Interno.
«Ci aspettiamo, ora, che il Sindaco riporti coerentemente queste considerazioni anche al Ministro dell'Interno e che si metta fine a questo assurdo provvedimento», dichiara.
Una richiesta netta che il PD accompagna anche alle conseguenze che, secondo il partito, deriverebbero dal mantenimento dei controlli.
«Disagi per lavoratori transfrontalieri e famiglie»
Barbo richiama infatti l'impatto dei controlli sulle persone che attraversano frequentemente la frontiera tra Italia e Slovenia.
«L'unico effetto attuale è quello di creare disagi ai lavoratori transfrontalieri e alle tante persone che devono attraversare il confine di frequente per ragioni familiari», sostiene il capogruppo democratico.
A questo, conclude, si aggiungerebbe la questione delle risorse: «Oltre a sottrarre, indirettamente, personale di polizia che potrebbe essere richiesto per la nostra città».
La posizione del PD triestino è dunque chiara: se anche il sindaco mette in discussione l'efficacia dell'attuale sistema dei controlli, per Barbo è arrivato il momento di portare il tema al livello nazionale e chiedere un rafforzamento del presidio delle forze dell'ordine a Trieste.
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