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Inaugurata la mostra per celebrare i 25 anni del Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa

Luca Marsi ·
Dopo le suggestioni fotografiche di “Urban”, mostra dedicata al vissuto quotidiano delle grandi metropoli, il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa di Trieste prosegue le celebrazioni per il suo quarto di secolo riaprendo al pubblico dopo un intervento di restauro che lo ha reso più bello e funzionale.
 
Per l’occasione è stata inaugurata una nuova rassegna intitolata “160 anni al fianco degli italiani”, un percorso dedicato all’evoluzione dei servizi postali, dal 1862 ad oggi, che contribuisce a ricordare un altro compleanno importante: quello per i 160 anni di Poste Italiane, che vengono qui evocati attraverso fotografie e riproduzioni documentali riferite anche alla specifica realtà del Friuli-Venezia Giulia.
 
«Il filo conduttore della mostra - spiega Chiara Simon, curatrice del museo - è rappresentato dalla continuità storica dei valori aziendali. Tra questi in primis la “parità di genere”, Poste è una grande azienda “rosa” con una popolazione aziendale che per il 55% è femminile. Inoltre, l’Azienda ha da sempre contribuito in modo determinante all’ “alfabetizzazione” del Paese; prima quella linguistica, oggi quella digitale. Infine - aggiunge Simon - mi piace citare i temi attualissimi della vicinanza e dell’inclusione.  L’Ufficio Postale è sempre stato uno spazio di condivisione sociale aperto a tutti e vicino alle persone. Poste Italiane è presente oggi con oltre 12mila Uffici Postali che svolgono un ruolo fondamentale nel processo di integrazione di tutti i cittadini, il nuovo progetto Polis mira a facilitare ancora di più il dialogo tra persone, istituzioni e pubblica amministrazione».
 
Poste Italiane oggi è presente in Friuli-Venezia Giulia con una rete integrata fisica e digitale composta da 331 Uffici Postali (di cui 166 nei piccoli comuni con meno di 5mila abitanti), 185 sportelli automatici ATM Postamat (di cui 47 nei piccoli comuni) e 52 Centri di distribuzione postale, che si integrano con i nuovi strumenti digitali riassunti molto bene dalle oltre 655mila Postepay e dalle 470mila attivazioni Spid.
 
«Scorrendo le immagini e i documenti esposti - prosegue la curatrice - si percepisce quanto sia stato frenetico il cambiamento dell’Azienda negli ultimi decenni e quanto questo abbia sostenuto e rispecchiato le trasformazioni dell’intero sistema Paese. Si pensi ai primi anni duemila, quando il mondo Bancoposta ha dato agli italiani una reale alternativa nel campo dei servizi finanziari; si pensi ai nuovi uffici postali “open space” realizzati senza vetro divisorio per favorire il dialogo con i clienti. Gli esempi si susseguono incalzanti: il passaggio storico del 2015 che ha portato l’Azienda in borsa, la rivoluzione logistica funzionale all’e-commerce e la digitalizzazione dei servizi resa possibile dall’enorme diffusione della piattaforma Postepay».
 
Tutti passaggi che hanno avuto un impatto concreto nella vita degli italiani, senza dimenticare i grandi temi sociali come il supporto fornito durante la recente pandemia con le consegne dei vaccini e lo sviluppo sostenibile in ottica green. «In realtà - conclude Chiara Simon - l’Ufficio Postale è stato e continua ad essere un grande laboratorio sociale dove ogni giorno si incontrano e si confrontano le tante anime del Paese. In questo microcosmo, gli italiani si manifestano con i loro talenti e le loro contraddizioni; per questo motivo la mostra diventa quasi un gioco di specchi, in cui ognuno può trovare un frammento della propria storia e della propria identità».
 
L’esposizione “160 anni al fianco degli italiani” è visitabile (durante il consueto orario di apertura dell’Ufficio di Trieste Centro) fino al 10 dicembre, quando si avvicenderà con la terza rassegna celebrativa dedicata alle cartoline postali della Modiano capaci di rievocare curiosità e scorci iconici della Trieste dei primi del ‘900.

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