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Al Visionario tre capolavori “nascosti” di Somai Shinji

Luca Marsi ·
Al Visionario tre capolavori “nascosti” di Somai Shinji

Da domenica 15 marzo il Visionario di Udine dedica un focus speciale a Somai Shinji, uno dei grandi autori giapponesi scomparsi prematuramente, con la proiezione di tre suoi film più rappresentativi e meno visti in Italia, in attesa del Far East Film Festival 28. La rassegna “Nel tifone della giovinezza” – titolo della preziosa monografia pubblicata da Tucker Film – propone tre opere chiave del regista: 

  • Typhoon Club (1985), il film che conquistò Bernardo Bertolucci, ritratto intenso e poetico dell’adolescenza in tempesta;
  • P. P. Rider (1983), sorprendente road movie in cui “ragazzini” e Yakuza si intrecciano in un mix di azione, ironia e malinconia;
  • Moving (1993), selezionato a Cannes nella sezione Un Certain Regard, delicata storia di crescita e separazione familiare.

Tre pellicole che confermano lo sguardo unico di Somai: capace di raccontare la giovinezza con lirismo, rabbia e profonda umanità, senza mai cadere nel facile sentimentalismo. Un’occasione rara per riscoprire un autore fondamentale del cinema giapponese contemporaneo, troppo spesso rimasto nell’ombra fuori dal suo Paese.

Si parte domenica 15 marzo (e replica giovedì 19) con Typhoon Club (1985), il film che folgorò Bernardo Bertolucci al primo Tokyo International Film Festival: «Uno dei film sull’adolescenza più belli e toccanti che mi sia mai capitato di vedere. Un film assolutamente devastante…». Un ritratto crudo e lirico di un gruppo di ragazzi intrappolati in una scuola durante un tifone, tra rabbia, desiderio e solitudine.

Domenica 22 marzo (replica giovedì 26) tocca a P.P. Rider (1983), un action movie folle e liberatorio: tre adolescenti scatenati si lanciano in un’improbabile impresa metropolitana per liberare il loro compagno dalle grinfie della Yakuza. Un inno vitale e anarchico alla libertà dell’adolescenza e del cinema stesso.

Gran finale domenica 29 marzo (replica giovedì 2 aprile) con Moving (1993), selezionato a Cannes nella sezione Un Certain Regard e considerato da molti il vertice assoluto di Somai: la piccola Renko, undici anni, cerca con goffi stratagemmi di impedire il divorzio dei genitori. Tra ingenuità, dolore e scoperta di sé, il film accompagna la fine dell’infanzia con una delicatezza struggente.

Tre opere che dimostrano quanto Somai Shinji sapesse trasformare la pioggia e il vento della giovinezza in immagini indimenticabili, a quarant’anni dal suo esordio più folgorante. Un’occasione rara per scoprire (o riscoprire) un regista che ha segnato profondamente il cinema giapponese contemporaneo.

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