Verissimo, il bersagliere Sterpin emoziona l’Italia con il racconto della suo rapporto con Lilly
È entrato in studio con il passo deciso di chi ha fatto dell’onore e della disciplina una bandiera.
Claudio Sterpin, triestino, bersagliere e marciatore di lungo corso, è stato ospite di Silvia Toffanin nel programma Verissimo di Canale 5, andato in onda domenica 19 ottobre 2025.
Un’intervista intensa, durata oltre venti minuti, che ha unito la compostezza di un militare all’emozione di un uomo che non ha mai smesso di cercare verità e giustizia per Liliana Resinovich, la donna con cui condivideva un legame profondo.
Il bersagliere di Trieste che non si arrende mai
Durante il servizio trasmesso da Verissimo, le immagini hanno mostrato un uomo fiero, seduto di fronte a Silvia Toffanin, con alle spalle un grande ritratto che lo ritraeva in uniforme da bersagliere: sguardo determinato, portamento eretto, simbolo di una vita vissuta nel segno della lealtà e della resistenza.
Non solo un testimone della cronaca, ma una figura che incarna l’anima della sua città — quella Trieste orgogliosa, che non dimentica e che, come lui, non si arrende mai.
Sterpin ha ricordato i suoi anni da bersagliere e atleta, un percorso costellato da imprese e sacrifici: tra le immagini, anche la storica marcia da Parigi a Colmar, sfida estrema di resistenza fisica e mentale, che per Sterpin è sempre stata metafora di vita.
Un uomo di valori, tra coraggio e sentimento
L’intervista ha ripercorso anche la sua storia personale con Liliana Resinovich, definita da Sterpin come “un’amicizia speciale”, fatta di rispetto, confidenze e progetti condivisi.
Il bersagliere di Trieste che parla con il cuore
Nel corso della puntata, Sterpin ha espresso le proprie riflessioni sulle indagini, ribadendo che “non c’è un triestino che creda davvero alla tesi del suicidio”.
Pur con toni misurati, ha mostrato ancora una volta quella fermezza tipica di chi ha giurato fedeltà alla verità, così come un tempo l’aveva giurata alla bandiera.
“Da solo uno non può aver fatto tutto quello che è accaduto. Ma io non mi fermerò — ha concluso — voglio vedere la verità e spero di riuscire a resistere fino a quel giorno”.
Un simbolo di Trieste e del valore umano
Il momento più toccante è stato quello finale: lo studio immerso nel blu, Silvia Toffanin che ascolta in silenzio e alle loro spalle l’immagine di Sterpin in uniforme da bersagliere, cappello piumato, lo sguardo dritto e fiero.
Un’immagine che ha racchiuso tutto il senso della sua presenza: quella di un uomo che, come un soldato in prima linea, porta avanti la sua battaglia per amore, memoria e giustizia.
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