Undicimila lavoratori senza futuro: protesta dei precari della giustizia davanti in piazza Unità (VIDEO)

Questa mattina, a partire dalle ore 10.30, si è svolto un presidio di forte impatto davanti alla Prefettura di Trieste. Protagonisti i lavoratori e le lavoratrici precari del comparto giustizia assunti grazie ai fondi del Pnrr, che hanno manifestato per chiedere certezze sul proprio futuro lavorativo.
Tra striscioni e slogan, i manifestanti hanno voluto portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni la loro condizione di precarietà, sottolineando come, nonostante l’impegno quotidiano negli uffici giudiziari, non vi sia alcuna garanzia di stabilizzazione.
«Noi siamo qui oggi – ha dichiarato a Trieste Cafe Andrea Franceschin, funzionario addetto all’Ufficio per il processo – perché non abbiamo alcun tipo di certezza sul nostro futuro, per noi e per le nostre famiglie. Molti colleghi hanno lasciato altri percorsi lavorativi, persino chiudendo studi legali, per contribuire a un sistema giustizia più efficiente. Ora rischiamo di essere abbandonati».
Il problema, spiegano i lavoratori, riguarda l’intero territorio nazionale: quasi 11.900 precari giustizia in Italia, di cui circa 150 in Friuli Venezia Giulia, dove già oggi si registrano gravissime carenze di organico amministrativo.
«Il governo ha stanziato risorse del tutto insufficienti – ha proseguito Franceschin – e per questo chiediamo a gran voce che si proceda subito con la stabilizzazione di tutti noi. Non è più tempo di rinvii o promesse: la giustizia ha bisogno di personale e il nostro lavoro ha dimostrato la sua utilità».
La mobilitazione triestina si inserisce nel quadro di una protesta nazionale che vede coinvolti tutti i precari della giustizia, figure chiave per il funzionamento degli uffici: dai funzionari dell’Ufficio per il processo ai data entry, fino ai tecnici amministrativi.
Il messaggio lanciato dal presidio è stato chiaro e diretto: senza stabilizzazione, il rischio è quello di smantellare un intero comparto che oggi rappresenta un pilastro fondamentale per l’efficienza del sistema giudiziario italiano.
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