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Cronaca

Un inno d’amore e riconoscenza al Burlo: la voce di una mamma conquista il cuore dei triestini

Luca Marsi·
Un inno d’amore e riconoscenza al Burlo: la voce di una mamma conquista il cuore dei triestini

In un’epoca in cui i social troppo spesso diventano cassa di risonanza per lamentele, sfoghi e polemiche sterili, una voce diversa si è alzata dalla nostra città. Una triestina ha voluto rompere il coro delle critiche per farsi portavoce di un sentimento raro ma prezioso: la gratitudine.

Nel suo post, diventato virale, la donna ha raccontato con emozione il rapporto vissuto con il Burlo Garofolo, l’ospedale pediatrico di Trieste che da sempre rappresenta un’eccellenza sanitaria non solo a livello locale, ma nazionale. Una vera e propria “garanzia” – così la definisce lei – che accompagna le famiglie in momenti cruciali: dalle gravidanze ai parti, dalle visite di controllo per i più piccoli fino agli appuntamenti dentistici, spesso temuti, ma affrontati con serenità grazie al personale.

Un ritratto di umanità e professionalità: così emergono infermieri, oss e medici. Gentili, disponibili, accoglienti, preparati. Ogni indicazione ricevuta – scrive la mamma – si è sempre rivelata corretta, segno di una competenza che non lascia spazio a improvvisazioni. E se i prelievi in busta paga possono far storcere il naso, ieri la donna ha confessato di aver provato l’impulso opposto: “avrei anche voluto pagare qualcosa in più”. Un riconoscimento che vale più di qualunque recensione ufficiale.

La sua riflessione tocca il cuore: “I social sono spesso un vomitatoio di pensieri offensivi. Io invece voglio scrivere parole di riconoscenza e gentilezza, perché sono quelle che ci nutrono davvero”. Una dichiarazione che suona come un monito per tutti: riscoprire il valore della gratitudine e della condivisione positiva.

E se qualcuno del Burlo leggerà, troverà nelle sue parole la prova più luminosa che il lavoro quotidiano di cura e dedizione non passa inosservato. Perché, come conclude la triestina, ogni mamma che è passata da quelle corsie sa di aver incontrato “il meglio degli ospedali pubblici”.

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