venerdì 7 agosto 2026
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Cronaca

Un bus chiamato amore: la linea 30 di Davide Destradi trasforma Trieste in una fiaba su quattro ruote

Luca Marsi·
Un bus chiamato amore: la linea 30 di Davide Destradi trasforma Trieste in una fiaba su quattro ruote

C’è chi guida un autobus, e chi guida le emozioni.
Chi attraversa la città per mestiere, e chi la attraversa con il cuore, con la penna e con il sorriso.
E a Trieste, città di vento e anime sensibili, tutto questo ha un nome: Davide Destradi.

Scrittore, conducente, artista delle piccole grandi cose, Destradi — autore dei libri di successo La smonta la prossima? e Quando la parti? — ha regalato alla città una delle storie più dolci e poetiche di questo autunno: una corsa d’autobus trasformata, per un giorno, in un viaggio d’amore.

Non era una corsa speciale, non c’erano telecamere o permessi straordinari.
Solo la linea 30, quella che ogni triestino conosce bene, e un’idea semplice e bellissima: accompagnare due sposi nel giorno più importante della loro vita, a bordo di un autobus di linea.

La sposa, una professoressa arrivata anni fa a Trieste dalla Campania, aveva conosciuto Davide proprio durante una corsa.
Era rimasta colpita dalla sua gentilezza e dalla capacità dei suoi racconti di trasformare la routine quotidiana in vita vissuta, in poesia di strada.
Tra loro era nata una simpatia spontanea, fatta di battute, dediche, libri firmati e quella luce che solo le anime buone riconoscono nelle altre.

Anni dopo, l’amore le bussa alla porta.
E con il suo futuro marito, decide di celebrare le nozze nella chiesetta di via Minzoni, nel cuore di Trieste.
La zona però è stretta, difficile per i mezzi: niente auto d’epoca, niente pullman nuziale.
E allora l’idea più bella: perché non prendere la 30, la “sua” corriera, e farne per un giorno un simbolo d’amore e leggerezza?

Destradi, con la complicità dell’ufficio di programmazione, ottiene la corsa giusta. Si mette elegante, sistema qualche fiocco, una scritta luminosa “Love” sul display e attende l’orario stabilito.
Quando arriva, clacson e sorriso, l’emozione è indescrivibile: gli sposi lo vedono e scoppiano in lacrime di gioia, gli invitati applaudono, e le signore che ogni giorno prendono quel bus lo salutano con affetto, commosse.

Il tempo di qualche foto, di qualche risata, e il viaggio comincia: da via Locchi fino a piazza Unità, la corsa più felice, elegante e romantica che Trieste ricordi.
Non c’erano ritardi, non c’erano regole infrante. Solo la magia di un uomo che sa che la vita, per essere vissuta davvero, ha bisogno di gesti semplici ma pieni di cuore.

“Vivo per le emozioni — scrive Davide nel suo post — le cerco, le voglio ogni giorno. Voglio regalarle, perché poi mi tornano e mi restano sotto pelle. Stavolta è stata bella grossa.”

E in quelle parole c’è tutto: la leggerezza di chi ama il proprio lavoro, la profondità di chi sa osservare il mondo dal parabrezza di un autobus e farne racconto, la poesia di chi trasforma un tragitto ordinario in un frammento d’eternità.

La storia di questa corsa è diventata un piccolo inno alla gentilezza e all’amore, ma anche all’anima di Trieste: una città capace di emozionarsi per le cose vere.
E il protagonista di questa favola moderna non poteva che essere lui, Davide Destradi, il “Dade” che ogni giorno regala sorrisi ai suoi passeggeri e ai suoi lettori.

Con i suoi libri, amatissimi e ormai best seller, ha saputo far parlare l’asfalto, i capolinea, le fermate.
Con la sua ironia, ha reso umano un mestiere spesso invisibile.
E con questa storia, ha ricordato a tutti che la felicità, a volte, passa davvero su una linea di città chiamata amore.

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