Utilizzando delle immagini satellitari fornite dall'ESA ho scaricato delle foto delle date prima dell'incendio, il 9 Luglio, subito all'inizio dell'incendio, cioè il 17 Luglio, e dopo la fine dell'incendio, cioè un'immagine di ieri, 24 Luglio.
Ho composto prima le bande del rosso, verde e blu per formare le immagini RGB a veri colori, così da far vedere, dal satellite, le differenze sul territorio di ciò che ci ha lasciato l'incendio. Si vede nettamente tutta l'area bruciata e la differenza tra il 9 e il 24 Luglio, mentre nell'immagine del 17 Luglio si vede il primissimo focolaio d'incendio (confermato anche dalle altre immagini NBR) con la colonna di fumo che si erge nel cielo.
Le altre 3 immagini tutte azzurrine e verdi e, purtroppo, rosse sono state calcolate utilizzando delle bande non visibili all'occhio umano. Si tratta delle bande 08 e 12 dei satelliti SENTINEL in orbita e vedono rispettivamente nell'infrarosso vicino, NIR, (784-900 nanometri) e nell'infrarosso ad onde corte, SWIR, (2100-2280 nanometri). La luce visibile sta nel range tra 380 e 780 nanometri circa (fonte wikipedia), ma la banda del blu del SENTINEL parte da 457 e quella del rosso finisce a 680 nanometri, quindi un range poco più ristretto, ma poco importa.
L'indice utilizzato è l'NBR (normalized burn ratio) che viene calcolato utilizzando le bande del NIR e dello SWIR. In particolare la vegetazione riflette molto bene nell'infrarosso vicino, mentre il suolo nudo, o bruciato, riflette molto bene nell'infrarosso ad onde corte. L'indice calcolato è il seguente: (NIR-SWIR)/(NIR+SWIR). Ciò sta a significare che se una zona è piena di vegetazione la differenza tra NIR e SWIR sarà un valore elevato e positivo e l'indice finale darà un valore maggiore a 0, ma sempre minore di 1. Se, invece, la zona è a suolo nudo allora tale differenza sarà minore a 0 e quindi il rapporto finale sarà negativo, con un valore minimo di -1.
Nelle immagini NBR ho scelto di dare ai colori rosso ed arancione valori da -0.15 a più negativi, il giallo fino a -0.05 e da -0.05 fino a 0.3 verdolino e poi azzurro. La cosa bella dell'infrarosso è che questo vede oltre nuvole e fumi, che non riflettono a queste lunghezze d'onda, infatti nella seconda immagine NBR del 17 Luglio non si nota la colonna di fumo che si erge dal focolaio, ma solamente tutta la zona che ha iniziato a bruciare.
Nell'ultima immagine che raffigura l'indice NBR, quella del 24 Luglio, si nota tutta la zona interessata dall'incendio, che ho circondato con un poligono all'interno del software utilizzato per la manipolazione delle immagini e il calcolo degli indici.
Ho fatto la somma dei valori calcolati dall'indice NBR per ogni pixel all'interno del poligono, ricordo che valori positivi indicano vegetazione verde e valori negativi suolo nudo e zona bruciata, quindi tanto minore è la somma totale tanto maggiore è la zona bruciata. Questi sono i risultati:
09/07 -> 155525;
17/07 -> 145398 (primo focolaio d'incendio, inizia ad abbassarsi il valore);
22/07 -> 64601 (il valore si è praticamente dimezzato, ormai l'incendio ha divampato per 5 giorni);
24/07 -> 30455 (il valore si è dimezzato ulteriormente rispetto 2 giorni prima).
Se l'ultimo giorno il valore non è sceso sotto lo zero è unicamente perché all'interno del poligono ci sono anche delle aree che, per fortuna, non sono state interessate dall'incendio e quindi hanno tirato su leggermente il valore. Rimane il fatto che, in un poligono con un'area di circa 70km quadrati, almeno metà di questa, se non di più, è stata interessata dall'incendio. Lo studio è stato effettuato dal triestino Emanuele Scaltri.
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