Trieste solidale: 10.000 pasti offerti durante il Ramadan, il grande gesto della Comunità Islamica
Un’azione concreta, poderosa, silenziosa ma dirompente: oltre 10.000 pasti caldi sono stati offerti gratuitamente dalla Comunità Islamica di Trieste nel solo mese di Ramadan. Un numero che fa riflettere, emoziona e impone rispetto. A guidare l’iniziativa, con passione e spirito di servizio, è stato il presidente Akram Omar, protagonista di un gesto che ha reso ancora più evidente quanto Trieste sia una città capace di unire fede, inclusione e umanità. È stato lui stesso a riferirlo nel corso della diretta serale di Trieste Cafe andata in onda giovedì sera.
Un pasto caldo, ogni sera, per 300 persone
Ogni sera, alla moschea di via Maiolica, circa 300 persone hanno potuto trovare un piatto caldo, un sorriso e un gesto concreto di vicinanza. Senza alcuna distinzione, senza chiedere documenti, senza fare domande: chiunque si presentava alla porta, veniva accolto e sfamato. Non con un semplice panino, ma con un pasto completo, cucinato con dedizione da volontari e membri della comunità.
“Non sappiamo chi sono, non ci interessa saperlo. Per noi chi entra ha diritto a essere accolto come un fratello”, ha spiegato Akram Omar con parole che colpiscono e aprono il cuore. In un tempo in cui spesso le cronache raccontano egoismi, esclusioni e diffidenze, la comunità musulmana di Trieste ha risposto con un esempio tangibile di accoglienza e carità attiva.
Uno sforzo immenso, in una comunità semplice
Non si tratta di una comunità composta da grandi imprenditori o benefattori milionari: la Comunità Islamica di Trieste è composta da lavoratori, migranti, famiglie normali, spesso con risorse modeste. Eppure, è proprio da questa realtà “piccola” che è arrivato un gesto “grande”. “Durante il Ramadan diventiamo una Caritas, nel senso più profondo del termine”, ha affermato Akram Omar, sottolineando lo spirito con cui è nata e si è sviluppata l’iniziativa.
Una lezione per tutta la città
Quello dei 10.000 pasti è un messaggio che va oltre i numeri. È un gesto che parla di fratellanza universale, rispetto delle diversità e capacità di costruire ponti laddove troppo spesso si innalzano muri. Trieste, città di frontiera e di incontro, trova così nella sua comunità musulmana un alleato prezioso nella costruzione di un tessuto sociale sempre più solidale e attento agli ultimi.
Un appello alle istituzioni
Il presidente Omar ha anche lanciato un invito: “Questa iniziativa aiuta anche il Comune: 10.000 pasti offerti significa 10.000 persone che non hanno dovuto chiedere aiuto ad altri enti. Ma da soli è difficile sostenere tutto l’anno uno sforzo del genere.” È un messaggio chiaro, che merita attenzione e supporto.
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