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Cronaca

Trieste, paga il caffè con 50 euro: «Mi vergogno a chiedere il POS per pochi euro»

redazione·
Trieste, paga il caffè con 50 euro: «Mi vergogno a chiedere il POS per pochi euro»

Pagare un caffè o un piccolo acquisto con la carta può diventare un momento di imbarazzo? È la domanda sollevata da un cittadino triestino, che racconta di sentirsi a disagio quando chiede di usare il POS in bar e tabaccherie per importi di pochi euro.

Nel corso degli anni, spiega, alcuni esercenti gli hanno parlato dei costi e delle commissioni legati ai pagamenti elettronici. Un’esperienza in particolare lo ha spinto a condividere una riflessione sulle differenze che dice di aver incontrato da un’attività all’altra.

Il caffè pagato con una banconota da 50 euro

Il cittadino racconta di essersi trovato in un bar senza banconote di piccolo taglio. Avrebbe voluto pagare il caffè con la carta, ma, secondo quanto riferisce, il barista avrebbe preferito ricevere una banconota da 50 euro.

«Mi ha fatto un po’ pesare la cosa, dicendomi che pagano 500 euro all’anno per mantenere il POS», scrive il triestino, riferendo quanto gli sarebbe stato detto. Una cifra che appartiene al racconto del cittadino e che non può essere considerata rappresentativa dei costi sostenuti da tutti gli esercenti.

«Mi vergogno a chiedere se posso pagare con la carta»

Il racconto parte da una sensazione maturata nel tempo. «Ogni qualvolta vado in un tabacchino o in un bar e compro qualcosa da pochi euro mi vergogno ormai a chiedere se posso pagare con la carta», afferma.

La ragione, spiega, è legata alle risposte ricevute in passato: alcuni operatori gli avrebbero detto di perdere denaro sulle piccole transazioni a causa delle commissioni.

Il cittadino richiama anche ciò che ritiene previsto dalla legge sull’accettazione dei pagamenti elettronici e sul funzionamento del POS. Su questi aspetti, nella sua segnalazione, non vengono riportati i riferimenti normativi, né elementi che consentano di stabilire quali obblighi si applichino ai singoli casi raccontati.

Le domande sui costi per le attività

Da qui nasce la richiesta di fare chiarezza: quanto pesa realmente un pagamento con carta di pochi euro sull’attività commerciale? E quali condizioni economiche vengono applicate ai diversi esercenti?

Il triestino si chiede in particolare se esistano offerte dedicate alle piccole imprese con commissioni minime o nulle. La segnalazione non contiene contratti o dati sufficienti per quantificare i costi effettivi: quelli indicati nel racconto restano riferiti alle esperienze riportate dal cittadino.

«Perché dal gelataio sì e al bar no?»

La riflessione si chiude con un confronto tra situazioni quotidiane. «Perché quando vado dal gelataio i 2,30 euro di gelato posso pagarli con la carta e quando prendo un caffè in un bar non posso o mi viene chiesto esplicitamente di non pagare con la carta?», domanda il lettore.

Una richiesta di chiarimento che mette insieme le esigenze dei clienti e i costi sostenuti dagli esercenti, partendo da un gesto ormai frequente nella vita di tutti i giorni.

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