Trieste, ciclisti contromano tra piazza Libertà e viale Miramare: «Così si rischia l’incidente»

Una situazione giudicata particolarmente pericolosa si sarebbe verificata oggi, domenica 16 agosto, attorno alle 13 in zona piazza Libertà a Trieste, dove una lettrice segnala il passaggio di un gruppo composto da cinque o sei ciclisti che avrebbe percorso alcuni tratti contromano, proseguendo poi verso viale Miramare.
Il racconto arriva direttamente da un’automobilista che si trovava ferma al semaforo della zona e che sottolinea soprattutto il rischio che comportamenti di questo tipo possono creare non soltanto per chi pedala, ma anche per chi sopraggiunge regolarmente in automobile.
«Sono sbucati contromano»
Secondo quanto riferito dalla lettrice, il gruppo sarebbe comparso provenendo dalla parte bassa della piazza, procedendo contromano per immettersi verso viale Miramare.
«Saranno state le 13 e qualcosa. Ero ferma al semaforo di piazza Libertà quando sono sbucati cinque o sei ciclisti contromano», racconta nella segnalazione inviata a Trieste Cafe.
A preoccupare maggiormente la cittadina è stata la possibilità che un’automobile potesse sopraggiungere senza avere il tempo necessario per evitare l’impatto.
«Se arrivava un’auto li centrava e poi per l’automobilista iniziavano patente, responsabilità e tante altre rogne», osserva, evidenziando come un comportamento imprevedibile sulla strada possa mettere in difficoltà anche chi sta rispettando la propria corsia di marcia.
Il gruppo avrebbe proseguito lungo viale Miramare
La segnalazione prosegue descrivendo il successivo tratto percorso dai ciclisti.
Secondo la testimonianza, il gruppo avrebbe continuato lungo viale Miramare, con alcune persone che avrebbero occupato buona parte della corsia. Due donne presenti nel gruppo avrebbero invece rallentato, permettendo alle automobili di superarle con maggiore facilità.
La situazione più problematica, sempre secondo il racconto della lettrice, sarebbe stata quella creata dai ciclisti che procedevano davanti.
«Quelli davanti occupavano praticamente tutta la corsia», racconta. Alcuni automobilisti avrebbero quindi iniziato a suonare il clacson per segnalare la propria presenza.
La cittadina riferisce inoltre che alcuni componenti del gruppo avrebbero oltrepassato la doppia linea continua, aumentando ulteriormente la sua preoccupazione per la sicurezza della circolazione.
«Le regole devono valere anche per chi va in bicicletta»
Al centro della segnalazione c’è soprattutto una richiesta: evitare contrapposizioni tra automobilisti e ciclisti e chiedere semplicemente il rispetto delle norme da parte di tutti.
«Non sarebbe ora di non esonerare i ciclisti dalle regole?», domanda la lettrice, precisando immediatamente che il suo intervento non vuole essere un attacco generalizzato a chi utilizza la bicicletta.
«Esistono anche tanti ciclisti che si comportano bene. Perché devono sentirsi insultati o essere messi tutti nello stesso gruppo per colpa di altri?».
Una distinzione importante, perché il tema sollevato non riguarda il mezzo utilizzato ma il comportamento tenuto sulla strada.
La paura dell’automobilista: «Se succede qualcosa, chi paga?»
Nel suo messaggio la lettrice insiste infine su un punto che spesso alimenta discussioni tra utenti della strada: cosa accade quando un automobilista si trova improvvisamente davanti una bicicletta che procede in maniera irregolare?
«Se uno arriva piano e questi sono lanciati, cosa succede?», si domanda.
La preoccupazione espressa è quella di trovarsi coinvolti in un incidente pur senza aver creato volontariamente la situazione di pericolo.
Al di là delle responsabilità, che possono essere stabilite soltanto sulla base delle circostanze concrete di un eventuale incidente, la segnalazione riporta ancora una volta al tema centrale della convivenza sulle strade di Trieste.
Automobili, biciclette, motocicli e pedoni condividono quotidianamente spazi spesso molto trafficati. Proprio per questo, sostiene la lettrice, il rispetto delle regole e la prudenza dovrebbero essere richiesti a tutti, indipendentemente dal mezzo utilizzato.
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