Trieste, dorme nell’atrio del bancomat in via Milano: «Non è un episodio isolato»

Una persona distesa all'interno dell'atrio che ospita il bancomat delle Poste di via Milano a Trieste, apparentemente intenta a dormire. È la situazione fotografata alle 8.45 di mercoledì 30 settembre e segnalata a Trieste Cafe da un cittadino, che sostiene come non si tratti di un episodio isolato.
La fotografia documenta la presenza della persona all'interno dello spazio. Le ulteriori circostanze raccontate dal lettore rappresentano invece la sua testimonianza e vengono riportate come tali.
«Non è un episodio isolato»
Secondo il triestino, chi frequenta abitualmente quel bancomat avrebbe già incontrato situazioni analoghe.
Il lettore sostiene che da tempo alcune persone utilizzerebbero l'atrio per fermarsi, dormire, bere o trascorrervi diverse ore.
Da qui la domanda rivolta direttamente a Poste Italiane: «Possibile che non riesca a trovare una soluzione?».
Il cittadino ipotizza, tra le possibili misure, una chiusura automatica dell'atrio oppure un sistema di accesso controllato che permetta di utilizzare lo spazio per la funzione alla quale è destinato.
«Non è soltanto una questione di decoro»
La segnalazione insiste soprattutto su un altro aspetto: quello della tranquillità degli utenti che devono utilizzare il bancomat, anche per operazioni che comportano il prelievo di denaro.
«Io stesso provo disagio a entrare in quell'atrio in certe situazioni», spiega il lettore, che invita a considerare in particolare l'esperienza di una donna, di una persona anziana o, più in generale, di chi possa sentirsi a disagio nell'entrare in uno spazio ristretto già occupato da altre persone.
Il cittadino precisa quindi che, dal suo punto di vista, il problema non dovrebbe essere ridotto esclusivamente al decoro, ma riguarderebbe soprattutto la possibilità di accedere e utilizzare serenamente il servizio.
La richiesta: trovare una soluzione per l’atrio
La segnalazione non attribuisce alla persona fotografata comportamenti violenti o illeciti e dall'immagine non è possibile ricavare le ragioni per cui si trovasse nell'atrio.
Il punto sollevato dal lettore riguarda piuttosto la gestione dello spazio e la presunta ripetitività di queste situazioni.
«Non è normale dover accettare tutto questo come se fosse inevitabile», conclude il cittadino. E la richiesta rivolta a Poste Italiane è chiara: individuare una soluzione che consenta di mantenere l'atrio del bancomat accessibile agli utenti e destinato alla propria funzione.
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