FVG Pride, dietro un giorno di corteo un anno di lavoro: «Servono circa cento volontari» (VIDEO)
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Dietro la giornata dell’FVG Pride del 3 ottobre a Udine c’è quasi un anno di preparazione, oltre dieci persone impegnate stabilmente nell’organizzazione e circa cento volontarie e volontari necessari durante il giorno della manifestazione.
Alice Chiaruttini ha raccontato a Trieste Cafe la complessa macchina che permette di trasformare il Pride da progetto a evento concreto.
«Abbiamo cominciato a lavorare all’edizione dell’anno scorso»
La preparazione non parte poche settimane prima del corteo.
«Siamo più di dieci persone che lavorano, in realtà fanno volontariato», ha spiegato Chiaruttini.
Persone che dedicano gratuitamente il proprio tempo tanto alla giornata principale quanto agli eventi che accompagnano il percorso verso il Pride.
«Noi abbiamo cominciato a lavorare all’edizione del 3 ottobre dall’anno scorso», ha raccontato la presidente, ricordando che la data definitiva è stata poi individuata tra gennaio e febbraio dopo il cambiamento rispetto alla prima ipotesi.
Fino a quattro ore al giorno quando il Pride si avvicina
Con l’avvicinarsi dell’appuntamento, l’impegno cresce sensibilmente.
Secondo Chiaruttini, le persone della direttiva arrivano a dedicare «almeno tre o quattro ore del proprio tempo al giorno» all’organizzazione.
«Siamo tutte persone che lavoriamo, facciamo questo per volontariato», ha sottolineato, lanciando anche un appello a chi volesse mettere a disposizione una parte del proprio tempo.
L’obiettivo è distribuire il carico: «Se tutti e tutte fanno un pezzettino, il lavoro per tutti e tutte si riduce e diventa sostenibile».
Cento volontari nella giornata del Pride
I numeri crescono ulteriormente il 3 ottobre.
«Il giorno del Pride noi impieghiamo di solito un centinaio di volontari e volontarie che ci aiutano nell’organizzazione dell’evento», ha rivelato Chiaruttini.
La lista degli aspetti da gestire è lunga: bagni chimici, gazebo, rapporti con le associazioni, somministrazione, pratiche amministrative, corrente elettrica e coordinamento con gli enti coinvolti.
«C’è da gestire i rapporti con il Comune, i rapporti con la Questura, i rapporti con la Prefettura, con la Polizia municipale, il transennamento delle strade. Le cose da fare sono tante», ha spiegato.
Il volontariato come esperienza formativa
Per Chiaruttini, però, il grande impegno organizzativo lascia anche qualcosa alle persone che decidono di parteciparvi.
«Io penso che fare un’esperienza di volontariato in un’associazione come la nostra onestamente lasci anche tante competenze spendibili poi nella propria vita futura».
Un dietro le quinte che raramente emerge osservando soltanto il corteo, ma che accompagna per mesi la preparazione dell’appuntamento regionale.
DI SEGUITO IL VIDEO
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