Grandi eventi, Paul Pisani svela il lavoro invisibile: «Molta responsabilità, devi essere ovunque» (VIDEO)

Per migliaia di spettatori un concerto rappresenta qualche ora di musica. Per chi ha responsabilità organizzative e di sicurezza, quelle stesse ore sono invece il punto culminante di una macchina che non permette quasi mai di fermarsi ad ascoltare ciò che accade sul palco.
Paul Pisani lo ha raccontato durante la diretta di Trieste Cafe dedicata agli eventi, descrivendo cosa significa vivere un concerto dall'altra parte delle transenne.
«Ho molta responsabilità»
Pisani ha spiegato di essere ormai arrivato al punto di non riuscire quasi più ad ascoltare i concerti durante i quali lavora.
«Ho un sacco di cose da fare. Molta responsabilità quando ci sono i concerti, quindi non riesco neanche a stare là cinque minuti a dire: adesso me lo godo».
Una frase che sintetizza bene la distanza tra l'esperienza dello spettatore e quella di chi deve controllare che l'intera struttura funzioni.
Dalla produzione ai camerini
Durante un grande appuntamento musicale, Pisani deve mantenere i contatti con diversi soggetti contemporaneamente.
Ha citato la produzione locale, quella dell'artista e i propri collaboratori.
Per questo, ha raccontato, può arrivare a muoversi con «tre o quattro radio».
E mentre sul palco si esibisce l'artista, altrove continuano ad arrivare richieste e problemi.
«Ingressi, backstage, camerini, dappertutto».
Il gusto musicale passa in secondo piano
Pisani non ha nascosto di avere propri gusti musicali.
Durante la trasmissione ha citato Vasco Rossi, Ligabue ed Elisa tra gli artisti che apprezza.
Ma quando comincia il lavoro, tutto questo finisce inevitabilmente sullo sfondo.
«Quando entro in modalità concerto le mie orecchie sono chiuse».
Non perché non ami la musica, ma perché l'attenzione deve essere concentrata su ciò che succede attorno al palco.
Il concerto visto da chi deve farlo funzionare
Il racconto permette così di osservare i grandi eventi da una prospettiva differente.
Il pubblico vede luci, palco e artista. Dietro quella scena c'è però una rete di persone che comunica continuamente, controlla accessi e spazi e deve essere pronta a intervenire quando qualcosa non procede secondo programma.
Ed è proprio questa responsabilità, secondo quanto raccontato da Pisani, a rendere quasi impossibile vivere il concerto come farebbe un normale spettatore.
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