Trieste accoglie Ameer Alzerei, studente palestinese vincitore della borsa IUPALS

È arrivato in Italia Ameer Alzerei, studente palestinese selezionato come vincitore della borsa di studio IUPALS - Italian Universities for Palestinian Students, finanziata dall’Università di Trieste. Dopo l’atterraggio all’aeroporto di Milano, il giovane – partito da Amman, in Giordania – è stato accolto dalla delegata della Rettrice per la Cooperazione allo Sviluppo, Roberta Altin.
“Con questa iniziativa – ha sottolineato Altin – l’Università di Trieste vuole dimostrare il proprio sostegno agli studenti e alla popolazione palestinese che in questi mesi sta affrontando difficoltà estreme e inaccettabili. Sia le scuole che le università sono state distrutte e come rete universitaria italiana stiamo lavorando per sostenere il diritto allo studio dei giovani e delle giovani palestinesi”.
il progetto IUPALS
IUPALS è un programma promosso dalla CRUI - Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, condiviso con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero dell’Università e della Ricerca e il Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme. L’iniziativa mette a disposizione 97 borse di studio distribuite tra 35 università italiane, con l’obiettivo di garantire a studenti palestinesi l’accesso a percorsi accademici internazionali.
un corridoio difficile ma fondamentale
L’arrivo dei primi studenti rappresenta una svolta significativa: fino a pochi mesi fa, infatti, l’uscita dalla Striscia di Gaza era consentita soltanto per motivi sanitari o ricongiungimenti familiari. La creazione di un corridoio dedicato a studenti e studiosi ha quindi richiesto un lungo lavoro diplomatico e organizzativo.
il ruolo dell’Università di Trieste
Il coordinamento dell’accoglienza di Ameer Alzerei è stato curato dall’Unità di staff Cooperazione allo Sviluppo di UniTS, in sinergia con la delegata alla mobilità e relazioni internazionali, prof.ssa Elisabetta De Giorgi. L’arrivo a Trieste non è solo un percorso individuale, ma un simbolo di speranza per tanti giovani palestinesi che vedono nello studio una via per il futuro.
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