mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Trieste a “Fuori dal coro”, Giovanni ancora protagonista: “Il piccolo si poteva salvare?”

Luca Marsi·
Trieste a “Fuori dal coro”, Giovanni ancora protagonista: “Il piccolo si poteva salvare?”

È stata una delle pagine televisive più dure, drammatiche e sconvolgenti andate in onda negli ultimi mesi. Nella serata di domenica 17 maggio 2026, il programma di Retequattro “Fuori dal coro”, condotto da Mario Giordano, ha acceso i riflettori sul caso del piccolo Giovanni, il bambino ucciso dalla madre a Muggia, con un lungo servizio firmato dall’inviata Raffaella Regoli.

Un racconto fortissimo, capace di scuotere profondamente l’opinione pubblica, costruito attraverso immagini, testimonianze, registrazioni e domande che hanno riportato al centro una tragedia che continua a lasciare incredulità e rabbia.

Nel servizio sono state mandate in onda alcune registrazioni dei colloqui tra il bambino e la psicologa incaricata dal tribunale. Frasi che hanno gelato il pubblico da casa e che in poche ore hanno fatto esplodere il dibattito sui social, rilanciando interrogativi pesantissimi sul ruolo di chi avrebbe dovuto proteggere il piccolo.

Tra i passaggi più sconvolgenti, il bambino racconta episodi di violenza subiti dalla madre, arrivando a dire: “Mi ha strozzato davanti alle strisce pedonali”. In un altro momento descrive la madre come “un poco pazza”, spiegando di voler stare “più con papà”.

Il servizio televisivo ha alternato le confessioni del piccolo alle immagini girate a Trieste e Muggia, mostrando anche il confronto acceso con alcuni operatori dei servizi sociali e con il Comune, mentre il padre del bambino, devastato dal dolore, continua a chiedere verità e giustizia.

Proprio il padre, nel reportage, parla apertamente di “errori” e di segnalazioni rimaste inascoltate, sostenendo che il figlio avrebbe potuto essere salvato. Un dolore che attraversa tutto il servizio e che trasforma il racconto televisivo in qualcosa di ancora più pesante da guardare.

Il reportage firmato da Raffaella Regoli ha avuto un impatto enorme anche per il modo diretto con cui è stato costruito. La giornalista di Mediaset entra negli uffici pubblici, cerca risposte, incalza psicologi, assistenti sociali e responsabili istituzionali, mentre davanti alle telecamere emergono silenzi, porte chiuse e tensione.

Particolarmente forte anche il passaggio con il sindaco di Muggia, chiamato a commentare quanto emerso dalle registrazioni e dalle relazioni seguite negli anni dai servizi competenti.

La trasmissione ha immediatamente generato una valanga di reazioni online. Centinaia i commenti comparsi nelle ore successive alla messa in onda, tra incredulità, rabbia e richieste di chiarezza. Molti telespettatori hanno parlato di una vicenda “devastante”, altri hanno puntato il dito contro un sistema che, secondo quanto emerso nel servizio, non sarebbe riuscito a cogliere fino in fondo il grido d’aiuto del bambino.

La vicenda del piccolo Giovanni, già profondamente sentita a Trieste e nel territorio giuliano, è così tornata prepotentemente al centro dell’attenzione nazionale, trasformandosi in uno dei temi più discussi della serata televisiva.

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