Spettacolo nel Golfo di Trieste: avvistata una verdesca di oltre due metri. È il tempo degli "amori"

Un incontro ravvicinato ravvicinato che ha lasciato a bocca aperta chi si trovava in barca, e che ha regalato un momento di pura meraviglia naturalistica. Ieri, nelle acque del Golfo di Trieste, davanti agli occhi increduli di un socio della Società Nautica di Grignano, è palesato un maestoso esemplare di verdesca (Prionace glauca), comunemente noto come squalo blu. L'esemplare, lungo oltre due metri, si è avvicinato alla superficie offrendo uno spettacolo straordinario. Ma cosa ci fa uno squalo di queste dimensioni così vicino alle nostre coste? La risposta sta nei ritmi della natura e nei segreti riproduttivi di questa specie.
Il Nord Adriatico come "asilo nido" degli squali
Secondo gli esperti, l'individuo avvistato potrebbe essere uno dei grossi maschi che, in questa stagione, risalgono il bacino adriatico. Il Nord Adriatico è infatti una nota e fondamentale zona di nursery (un'area di parto e crescita) per la verdesca e per altre specie di squaliformi. I maschi raggiungono queste acque proprio per intercettare le femmine e dare il via alla stagione dell'accoppiamento.
Corteggiamenti violenti e "armature" biologiche
La biologia della verdesca nasconde dettagli affascinanti. I rituali di accoppiamento di questi predatori sono notoriamente violenti: il maschio, dopo aver percorso anche lunhe distanze per individuare la partner, la blocca sferrando morsi energici, specialmente vicino alle pinne pettorali o sui fianchi.
Niente paura, però: l'evoluzione ha pensato a tutto. Le femmine di squalo blu possiedono una pelle decisamente più spessa rispetto a quella dei maschi, una vera e propria armatura biologica sviluppata per proteggerle durante il corteggiamento.
La strategia della "banca dello sperma"
Un altro aspetto straordinario della loro riproduzione riguarda la capacità delle femmine non ancora mature di accoppiarsi e conservare lo sperma all'interno di apposite ghiandole. Gli spermatozoi rimangono così "congelati" e pronti all'uso fino a quando la femmina non raggiungerà la piena maturità riproduttiva.
Si tratta di un adattamento evolutivo cruciale per una specie che raggiunge la maturità sessuale molto tardi, affronta gestazioni lunghe e genera pochi piccoli, ottimizzando così ogni singolo incontro in mare aperto.
Un mare vivo e da proteggere
La conferma che il Golfo di Trieste sia una vera e propria culla per questi animali era già arrivata la scorsa estate, quando un piccolo di verdesca di poche decine di centimetri era stato avvistato mentre nuotava tranquillamente a ridosso degli stabilimenti balneari di Grignano.
Il promemoria degli esperti: Incontrare una verdesca è un evento raro e un privilegio. Nonostante i falsi miti legati al mondo degli squali, la verdesca è un animale timido, non pericoloso per l'uomo (se non provocato) e la sua presenza è l'indicatore più chiaro di un ecosistema marino sano e ricco di biodiversità da tutelare.
foto di Area Marina Protetta di Miramare
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