Si è concluso definitivamente il risanamento dell’area di Servola, iniziato con i lavori per la realizzazione del
depuratore “che parla con il mare”, realizzato da AcegasApsAmga. Proprio nei giorni scorsi, infatti, è arrivato
il Certificato di Avvenuta Bonifica-CAB, un documento che sancisce il risanamento dalle contaminazioni
storiche dell’ex scalo legnami, relativo all’ultima area che era ancora chiusa al pubblico: si tratta di 40 ettari di
terreno tra la linea ferroviaria Campo Marzio-Servola e appunto l’ex scalo legnami, in via Altiforni, che
ora torneranno a disposizione della città. L’area, in particolar modo, è una preziosa valvola di sfogo per le
attività portuali che torneranno ad avere accesso diretto alla piattaforma logistica.
Si conclude il percorso iniziato con la realizzazione del depuratore di Servola
I lavori di bonifica sono stati curati e finanziati da AcegasApsAmga nell’ambito di un Accordo di Programma
Quadro tra Regione e Ministero dell’Ambiente e Ministero dello Sviluppo economico, attraverso uno
specifico Protocollo con l’Autorità di sistema portuale dell’Adriatico Orientale.
Si tratta dell’ultimo degli interventi effettuali nella zona dalla multiutility che nel 2015 iniziò la costruzione del
depuratore “che parla con il mare”, poi entrato in funzione nel 2018. La bonifica dei terreni era necessaria ed è
stata richiesta dal Ministero dell’Ambiente per contaminazioni precedenti. E’ stata effettuata anche su tutta la
zona prima dell’inizio dei lavori di realizzazione del depuratore: con questo ultimo tassello, quindi, si conclude
definitivamente il percorso che ha portato all’avvio del depuratore per cui AcegasApsAmga ha fatto squadra
con tutti i soggetti coinvolti (Ministeri, Regione, Provincia, Comune, Autorità Portuale, Enti Controllo,
Capitaneria, Ogs, etc), impegnandosi alacremente e permettendo alla città di essere la prima in Italia a
rispettare le scadenze e quindi superare l’infrazione stabilita dalla Corte di Giustizia europea per il mancato
rispetto dei requisiti di trattamento delle acque reflue urbane.
Il depuratore che parla con il mare
Il depuratore di Servola rappresenta un salto di qualità decisivo nella sostenibilità ambientale della città di
Trieste. Grazie ad un innovativo progetto ed alle sofisticate tecnologie impiegate, supera infatti il normale
concetto di riduzione dell'impatto ambientale, per rendere possibile un vero e proprio governo dell'impatto
ambientale. Grazie alla collaborazione fra AcegasApsAmga e Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica
sperimentale (OGS) di Trieste, incaricato di effettuare un prolungato e mirato monitoraggio dell’impatto del
nuovo impianto sull’ambiente marino, ogni trattamento delle acque è calibrato in modo dinamico, naturalmente
sempre entro i limiti fissati dalle autorità di controllo. L'impianto è infatti in grado di regolare l'intensità del
processo depurativo in relazione ai mutevoli fabbisogni di sostanze nutrienti espresse dall'ambiente marino
del Golfo di Trieste. Il mare, e quello di Trieste in particolare, vive di un equilibrio complesso e delicato, in cui
quantità e qualità delle sostanze nutrienti presenti (come fosforo e azoto) sono fra gli elementi più importanti.
E’ necessario assicurare al Biota marino condizioni ambientali ottimali per assicurarne lo sviluppo ittico e
vegetale nella biodiversità che tanta parte ha nella resilienza ambientale ai cambiamenti climatici del territorio,
per cui l’innovazione impiantistica realizzata, i protocolli di monitoraggio adottati e gli interventi di recupero
ambientale ora conclusi consentono alla città di guardare all’ambiente e al suo futuro con ottimismo.