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Cronaca

“Senza maschere non è carnevale. Halloween si veste, carnevale no”: sorpasso fa discutere (VIDEO)

Luca Marsi·
“Senza maschere non è carnevale. Halloween si veste, carnevale no”: sorpasso fa discutere (VIDEO)

Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe si è acceso un confronto diretto e senza filtri sul declino delle maschere nel carnevale moderno, un tema che ha attraversato tutta la discussione e che, secondo gli ospiti, rappresenta uno dei segnali più evidenti del cambiamento culturale della festa.

A intervenire con maggiore decisione è stato Stefano Rebek, opinionista ed ex direttore artistico, che ha riportato l’attenzione su ciò che il Carnevale era un tempo. “Non era previsto non vestirsi”, ha dichiarato in diretta, spiegando che presentarsi senza maschera significava sentirsi fuori contesto. Rebek ha ricordato come la pressione sociale fosse tale che chi non era travestito veniva quasi invitato a rimediare, anche con soluzioni improvvisate. “Se vedevi uno non vestito sembrava un disgraziato”, ha aggiunto, sottolineando che il travestimento era parte integrante dell’identità stessa della festa.

Secondo Rebek, oggi questa dimensione collettiva si è affievolita. “Non si chiedeva se ti vestivi, ma da cosa ti vestivi”, ha affermato, evidenziando come il Carnevale fosse vissuto come esperienza condivisa, spesso organizzata in gruppi a tema. La maschera non era un dettaglio, ma il centro della partecipazione.

Sulla stessa linea è intervenuto Max De Palma, organizzatore di eventi, che ha tracciato un confronto netto tra passato e presente. “Una volta la gente si faceva i vestiti”, ha spiegato in diretta, ricordando mesi di lavoro, creatività e investimenti personali per realizzare costumi elaborati. Oggi, ha osservato, prevalgono soluzioni rapide e standardizzate. “Adesso tutti col peluche”, ha detto, indicando una trasformazione che, a suo giudizio, ha svuotato la festa di parte della sua autenticità.

De Palma ha sottolineato come questo cambiamento non sia solo estetico, ma culturale. Se il costume diventa un accessorio marginale, il Carnevale perde uno dei suoi elementi fondanti. La maschera, infatti, non era soltanto un travestimento, ma un linguaggio condiviso, un modo per rompere le gerarchie quotidiane e creare un senso di appartenenza temporanea.

Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe, Stefano Rebek ha anche messo a confronto il Carnevale con Halloween, osservando come oggi quest’ultimo riesca a coinvolgere molte più persone sul piano dei travestimenti. “Ad Halloween si vestono quasi tutti”, ha detto, evidenziando un paradosso evidente: la festa storicamente legata alle maschere fatica oggi a esprimerle, mentre un’altra ricorrenza ha assunto quel ruolo.

Il quadro emerso è quello di una tradizione che non scompare improvvisamente, ma che lentamente si assottiglia. Il declino delle maschere nel carnevale moderno, raccontato in diretta da Stefano Rebek e Max De Palma, appare come il sintomo di una trasformazione più ampia, che riguarda il modo di vivere la festa, il tempo libero e l’identità collettiva.

Se un tempo il Carnevale era impensabile senza travestimento, oggi la maschera non è più centrale. Ed è proprio questo passaggio, secondo quanto emerso durante la diretta serale di Trieste Cafe, a segnare il punto più delicato di una festa che, senza il suo simbolo più evidente, rischia di perdere parte della propria anima.

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