Ruba il carrello della spesa al supermercato mentre lui è in bagno: disavventura surreale per un triestino
Alcuni episodi, per quanto sembrino partoriti da una sceneggiatura comica, accadono davvero. E se a raccontarli è un triestino autentico, la narrazione si tinge inevitabilmente di sarcasmo, amarezza e una punta di tenerezza. È quanto successo nella tarda mattinata di oggi a un cittadino di Trieste, recatosi in un noto supermercato di Monfalcone per la consueta spesa.
Dopo aver riempito con cura il carrello tra corsie e scaffali, al momento di recarsi alla cassa è stato colto da un urgente bisogno fisiologico. Nulla di strano: come accade a molti, ha lasciato il carrello accostato davanti alla porta dei bagni, è entrato per pochi minuti e... al ritorno il carrello era sparito, con tutta la spesa dentro.
Una ricerca disperata tra corridoi e parcheggi
Incredulo, il triestino ha iniziato a cercare tra i corridoi, poi nel parcheggio e persino nei pressi delle uscite laterali. Niente. Nessuna traccia del carrello, né tantomeno del responsabile. Una vicenda che rasenta l’assurdo, e che getta più di un’ombra sul senso civico e il rispetto reciproco.
“Semo arrivadi alla frutta”, avrebbe poi ironizzato amaramente il protagonista della vicenda, condividendo la disavventura tra amici. E non solo in senso metaforico: è probabile che proprio frutta e verdura, insieme a pane, pasta e altri generi alimentari, siano stati oggetto del furto più bizzarro della giornata.
Solidarietà e rabbia: un gesto piccolo, ma che pesa
“Se xe stado una persona anziana bisognosa, me fa incazzar, ma lo capiso...”, ha aggiunto il triestino con un misto di amarezza e comprensione. Perché anche quando si subisce un torto, non è raro che l'empatia triestina prenda il sopravvento. Tuttavia, resta l’amaro in bocca: nessuno dovrebbe ritrovarsi costretto a rifare da capo la spesa solo perché ha dovuto andare in bagno.
La vicenda è emblematica di un malessere sociale silenzioso, dove anche un carrello di viveri può diventare oggetto di furto. Che sia stata una “furbata”, una necessità disperata o una semplice bravata, resta un gesto da condannare, sintomo di un declino che preoccupa sempre più cittadini.
Un episodio che fa riflettere
Chi vive a Trieste o a Monfalcone lo sa: tra supermercati e grandi aree commerciali, i furti non si limitano più ai portafogli o alle borse dimenticate. Ora si rubano anche le spese già fatte, approfittando di un momento di distrazione.
E mentre il nostro triestino ha dovuto rassegnarsi e rifare tutto da capo, con la sua proverbiale ironia ha voluto trasformare la rabbia in racconto, ricordandoci che spesso, anche nelle disavventure quotidiane, si nasconde uno spunto per riflettere. O per farsi almeno una risata amara.
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