"El caffè xe rivado a 1.60, e mi me lo fazo a casa": ironia e polemica sui prezzi a Trieste
Un post pubblicato su un gruppo Facebook triestino sta facendo discutere: un utente, con un tono evidentemente ironico e provocatorio, commenta l’aumento del prezzo del caffè al banco a 1,60 euro, sottolineando che non si tratta neppure di un locale in centro città.
"E finalmente El caffè xe rivado a €1.60... al banco e neanche in centro... Bela la mia cogoma".
Un post tra ironia e protesta
L'espressione dialettale "Bela la mia cogoma", traducibile in italiano come "Bella la mia moka", viene utilizzata per esprimere da parte del triestino il disappunto e rassegnazione di fronte ai rincari, in particolare quelli che colpiscono il caffè nei bar.
L'idea sottesa è che, di fronte ai prezzi sempre più alti, meglio preparare il caffè a casa, riscoprendo la tradizione della moka, simbolo di convivialità e semplicità. Il caffè fatto in casa, oltre ad essere un rito autentico e ricco di storia, è anche una soluzione più conveniente, mantenendo intatto il piacere della pausa caffè senza dover affrontare spese esagerate.
Un modo ironico e tutto triestino per dire che, in tempi di rincari, "meglio la moka che il salasso al bar!"
Il caffè a Trieste: più di una semplice bevanda
Trieste è una città che ha una forte identità legata al caffè, sia per la sua storia come porto di importazione, sia per la cultura delle storiche caffetterie che ancora oggi popolano il centro. Qui il caffè è più di una semplice pausa, è un rito, un momento di scambio sociale e un elemento quasi intoccabile della quotidianità.
Il dibattito sui prezzi del caffè non è nuovo. Molti triestini hanno sempre difeso il costo contenuto della tazzina rispetto ad altre città italiane. Tuttavia, il rincaro è ormai un fenomeno diffuso ovunque, legato a diversi fattori come il costo delle materie prime, l’inflazione e le spese di gestione sempre più elevate per i baristi.
La reazione dei triestini: tra indignazione e rassegnazione
Il post ha generato diverse reazioni: alcuni utenti lo hanno commentato con ironia, altri con indignazione, evidenziando come l’aumento dei prezzi sia diventato insostenibile per molte persone. Altri ancora sottolineano come sia normale un adeguamento al costo della vita, ricordando che in molte città italiane un caffè al banco a 1,60 euro è ormai la norma.
Questa discussione, sebbene possa sembrare banale, tocca corde profonde della società triestina: il caffè, in questa città, non è solo una bevanda, ma un simbolo culturale, un’icona che rappresenta lo stile di vita locale. Vederlo diventare sempre più costoso significa per molti un cambiamento nel tessuto sociale e nelle abitudini consolidate da decenni.
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