Presentato questa mattina l’avanzamento dei lavori di restauro di Villa Sevastopulo
Presentato questa mattina l’avanzamento dei lavori di restauro di Villa Sevastopulo - conosciuta anche come il "Castelletto di Monte Valerio" - situata all’interno del comprensorio universitario di Trieste. Presenti Roberto Di Lenarda, Rettore dell’Università degli Studi di Trieste, e Massimo Paniccia, Presidente della Fondazione CRTrieste. Insieme a loro anche il Direttore dei lavori Paco Ferrante.
I lavori, iniziati nel 2023 e la cui conclusione è prevista entro la primavera 2026, prevedono il risanamento conservativo dell’edificio, l’adeguamento funzionale e impiantistico alle normative attuali e il recupero degli elementi decorativi di pregio. Il restauro in corso non rappresenta solo un atto di conservazione, ma anche un’opportunità concreta di valorizzazione culturale e didattica di un frammento importante del patrimonio storico di Trieste. Ogni elemento che si salva, ogni affresco che riaffiora, è una pagina che si riapre e torna a parlare alle future generazioni.
L’intervento su Villa Sevastopulo, non agibile dal 2010, consolida la collaborazione tra la Fondazione e l’Ateneo, già presente nei settori scientifico, medico e tecnologico, a dimostrazione di come la collaborazione tra enti possa generare valore culturale, sociale e formativo per l’intera comunità.
In questa occasione, è stata ripercorsa la stretta collaborazione tra la Fondazione e l’Università in previsione del passaggio di testimone che avverrà il 1° agosto prossimo tra Roberto Di Lenarda (in carica dal 2019) e Donata Vianelli, eletta prima rettrice lo scorso maggio. Tra il 2019 e il 2025, infatti, sono state messe a disposizione risorse per oltre € 11.500.000.
La Fondazione CRTrieste sostiene con convinzione i progetti nel settore dell’arte e dei beni culturali, nella consapevolezza che conservare la memoria storica significa arricchire il territorio e rafforzarne l’identità collettiva. In questa direzione si colloca il supporto offerto all’Università degli Studi di Trieste nell’importante intervento di restauro di questo edificio per il quale la Fondazione ha stanziato € 800.000, su complessivi € 5.000.000 circa.
Il progetto nella sua completezza prevede il restauro e il risanamento conservativo dell’immobile, la realizzazione di opere di adeguamento funzionale, la bonifica dei materiali contenenti amianto, interventi per l’accessibilità, l’adeguamento alla normativa per la prevenzione incendi e l’inserimento di elementi accessori e di servizio, strutturali e impiantistico-tecnologici. L’intervento specifico riguarda, in particolare, il piano terra e il primo piano, che sono interessati da opere di restauro relative ai soffitti, alle pareti affrescate e a quelle che presentano porzioni di dipinti murari, ai pavimenti in legno originale, quelli in graniglia originale/mosaico e alle lastre lapidee. Sono compresi i serramenti storici e le finiture di pregio degli esterni.
La villa, costruita nel 1862 su progetto dall’architetto Feliciano Vittori, si inserisce pienamente nello stile eclettico neogotico; uno stile molto diffuso nell’Europa della seconda metà dell’Ottocento, specialmente tra la borghesia emergente che voleva esprimere il proprio status attraverso edifici dal carattere nobile e colto, evocativi dell’aristocrazia medievale, ma con le comodità della vita moderna.
Nata come residenza privata dell’imprenditore Angelo Valerio, industriale e patriota, si sviluppa su cinque livelli con una superficie coperta di circa 550 mq ed è connotata da una composizione asimmetrica che combina merlature, torri ottagonali, torrette, contrafforti, finestre ad arco a tutto sesto e forti spigoli, in una composizione dinamica e frastagliata. Gli archi rotondi e i fori ritmati confermano l’appartenenza al linguaggio neogotico con influssi lombardo-veneti.
Gli interni sono riccamente decorati; al piano nobile si trova un salone affrescato, con vedute paesaggistiche dipinte che raffigurano da un lato la città di Trieste e dall’altro il Monte Valerio con la villa e il suo parco, in perfetta sintonia con il gusto romantico per il paesaggio e la memoria storica.
Acquistato nel 1962 dall’Università degli Studi di Trieste, ha ospitato gli Istituti Biologici della Facoltà di Scienze e Farmacia.
“Il rinnovato Castelletto sarà restituito al nostro Ateneo in tutta la sua originaria bellezza valorizzandone la storia e la funzionalità – ha sottolineato il Rettore, Roberto Di Lenarda – grazie anche al prezioso supporto della Fondazione CRTrieste, testimonianza degli stretti rapporti di UniTS con il territorio; il Campus di Piazzale Europa si riapproprierà di un gioiello di cui non solo la nostra comunità ma l'intera città potrà essere orgogliosa”.
“La Fondazione CRTrieste contribuisce con orgoglio alla rinascita di un luogo così carico di storia e bellezza. Questo intervento non è solo un restauro, ma un investimento nella conoscenza, nella cultura e nella formazione delle generazioni future. La collaborazione con l’Università degli Studi di Trieste dimostra come la sinergia tra istituzioni possa generare valore autentico per la comunità”, sono le parole del Presidente della Fondazione CRTrieste, Massimo Paniccia.
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