domenica 12 luglio 2026
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Cronaca

Paolo Rovis: “Barcolana è l’anima della città, ma serve equilibrio tra festa e sostenibilità” (VIDEO)

Luca Marsi·
Paolo Rovis: “Barcolana è l’anima della città, ma serve equilibrio tra festa e sostenibilità” (VIDEO)

Una mattina di sole, il mare che scintilla e la terrazza di FotoMauro trasformata in un piccolo salotto affacciato su Piazza Unità. È in questa cornice che Trieste Cafe, media partner ufficiale della Barcolana, ha ospitato una chiacchierata con Paolo Rovis, vicepresidente dell’Università Popolare di Trieste ed ex assessore comunale, figura da sempre legata alla crescita e alla valorizzazione degli eventi cittadini.

Con il sorriso di chi conosce ogni sfumatura della Barcolana, Rovis ha ricordato la sua lunga esperienza nel mondo delle istituzioni e il suo ruolo nella prima vera co-organizzazione del Comune di Trieste con la Società Velica Barcola e Grignano, allora guidata dal compianto Fulvio Molinari.

Dalle origini all’evoluzione della Barcolana

“Era il 2008, quasi vent’anni fa – racconta Rovis – e la Barcolana stava crescendo rapidamente. All’epoca decidemmo di fare un passo in più: non solo patrocinare, ma co-organizzare la manifestazione, mettendo a disposizione spazi, servizi e personale del Comune. Quella scelta si rivelò decisiva: la Barcolana divenne un vero evento della città, non più solo una regata per velisti, ma una festa che univa Trieste dal Carso al mare.”

Da allora, il percorso è stato di continuo sviluppo, fino ai giorni nostri, con centinaia di migliaia di visitatori e una visibilità internazionale che proietta Trieste tra le capitali europee della vela.

La Barcolana come simbolo di identità cittadina

Rovis ha anche condiviso un ricordo personale: la sua prima Barcolana nel 1968, quando aveva solo cinque anni. “Partecipai con mio padre – ha raccontato – su una piccola imbarcazione di legno ormeggiata a Barcola. Non sapevo certo di essere parte della prima edizione di un evento che avrebbe fatto la storia della città.”

Da allora, l’ex assessore ha partecipato a decine di regate, come velista e come spettatore, vivendo l’evoluzione di un appuntamento capace di mettere insieme professionisti, appassionati e famiglie in un’unica grande celebrazione del mare.

Una Barcolana al mese? “No, ma Trieste può permettersi di più”

Intervistato sul palco di Trieste Cafe, Rovis ha risposto con lucidità alla domanda che molti giovani si pongono: Trieste potrebbe sostenere una Barcolana ogni mese?

“Assolutamente no – ha detto – perché eventi di questa portata comportano inevitabilmente impegni logistici, economici e sociali. Ma due eventi di grande rilievo in più durante l’anno, con lo stesso spirito della Barcolana, la città li può gestire e valorizzare. Sarebbero occasioni per attrarre turismo e cultura senza snaturare la vita quotidiana dei triestini.”

Il mare come filo conduttore

Rovis non ha dubbi su dove vivrà questa edizione: “Sarò in mare, su una delle barche che seguono la regata. Perché la vera magia della Barcolana è condividere la stessa acqua, lo stesso vento, tra chi compete e chi semplicemente ama navigare. È una festa che unisce – e che ogni anno ci ricorda quanto Trieste sia speciale.”

Una conversazione che ha unito memoria, passione e visione, perfettamente in linea con lo spirito della Barcolana: una città intera che si specchia nel mare e celebra se stessa attraverso la vela, la musica e la condivisione.

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