domenica 12 luglio 2026
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Cronaca

“Non sono io l’assassino di Liliana”: Seba si difende a Quarto Grado e accusa Sterpin

Luca Marsi·
“Non sono io l’assassino di Liliana”: Seba si difende a Quarto Grado e accusa Sterpin

«Sono qui per difendere. Claudio dovrebbe vergognarsi di quello che dice, perché son cose di Liliana. Liliana non c’è più. Cos’è? Cosa stai dicendo?». Con queste parole Sebastiano Visintin è intervenuto a Quarto Grado, nella puntata condotta da Gianluigi Nuzzi, dedicata all’omicidio di Liliana Resinovich, a tre anni e mezzo dalla scomparsa.

Visintin ha respinto duramente le ricostruzioni di Claudio Sterpin, sottolineando quanto certe affermazioni gli diano «estremamente fastidio»: «Ma lui viene preso come oro colato per quello che dice. Ecco, questo mi dà estremamente fastidio».

Alla domanda di Nuzzi sulla possibile conoscenza di Liliana con un farmacista, Visintin ha risposto: «Mai sentito parlare di questo farmacista? Ma anche se l’avessi saputo, non lo direi. A cosa serve questo? Sono le fantasie di Claudio, e queste cose di Claudio vengono gestite». E ancora: «Se tu stai parlando di questo, perché Sterpin sta dicendo questo, è oro colato? No. Però l’ha detto. Ma vuoi che io non sappia le persone che conosceva Liliana? Tutte quelle. Infatti ti ho invitato apposta per questo».

“Io rispetto Liliana. Claudio spara a destra e a sinistra”

«Io non sono preposto qua a dire delle cose di Liliana che non c’è più. Io rispetto. Io chiedo a Sterpin: rispetta Liliana su tutte queste cose qua. Lui spara di qua, spara di là. Va bene. Io vivo a Trieste. E a Trieste conoscono Sterpin». E sulla morte della moglie: «Stiamo parlando di una donna che per vari motivi non c’è più. Non si sa. Penso che sia stata ammazzata. Non è che ha avuto un malore. Questo è tutto da verificare, da capire».

Visintin ha messo in discussione anche le ipotesi sentimentali avanzate da altri: «Non possiamo confondere l’amicizia con un sentimento che è frutto della sua fantasia».

“Liliana salutava tutti. Il farmacista? Certo che so chi è, ma non lo dirò”

Riguardo all’ipotetico “amico farmacista” citato da Sterpin, Visintin ha replicato: «Liliana andavamo in giro qua per città, una cosa per vari motivi, salutava. Andavamo anche a trovare questo suo amico farmacista, a salutarlo. Certo che so chi è. Perfetto. Però non lo dirò». E ha spiegato che si trattava di una conoscenza “da sempre”: «Non posso dire il giorno esatto. Da sempre».

Poi ha aggiunto: «Il signor Sterpin non si può permettere di fare supposizioni e illazioni su persone che non c’entrano niente».

“Io non sono indagato per l’omicidio di Liliana. Quella scritta su giornali e TV mi ha devastato”

Visintin ha respinto con forza ogni responsabilità e ha denunciato il peso mediatico delle accuse rivoltegli: «Io non sono indagato per l’omicidio di Liliana. Sebastiano. Io non sono qui. L’unico indagato per l’omicidio sei tu? Io lo dico con grande rispetto. Sono indagato?».

Ha ricordato: «È una cosa che mi ha devastato moltissimo. E quando su tutte le televisioni, su tutti i giornali è apparso questo: Liliana è stata uccisa dal marito. Questa è l’ipotesi della Procura. Non è una sentenza. Cioè, non è una cosa da poco. Cioè, io veramente ho passato una settimana d’inferno proprio dentro di me e ho detto: ma dove stiamo andando?».

“La giustizia farà il suo corso. Non ho paura di essere incastrato”

Alla domanda di Nuzzi se avesse paura di essere incastrato, Visintin ha risposto secco: «Ma no, assolutamente. Guarda, io penso che la giustizia farà correttamente il suo corso. Io spero e son sicuro».

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