Miissione segreta: vendere giochi di prestigio e pellet senza che nessuno se ne accorga
Avrebbe avviato e portato avanti per dieci anni un’attività imprenditoriale non autorizzata, accumulando profitti per oltre mezzo milione di euro. A finire al centro delle indagini delle Fiamme Gialle è un Sergente Maggiore dell’Aeronautica Militare, ora denunciato alla Procura Militare della Repubblica di Verona per truffa aggravata e continuata nei confronti della propria Forza Armata.
Attività commerciali senza autorizzazione e sconosciute al fisco
Le investigazioni, condotte dal Gruppo della Guardia di Finanza di Pordenone in piena sintonia con la linea gerarchica del militare e sotto la direzione della Procura Militare, hanno fatto emergere una realtà sorprendente. Il sottufficiale, senza alcuna autorizzazione formale, ha gestito per oltre un decennio un'attività commerciale parallela, del tutto sconosciuta al fisco.
Oggetto della compravendita? Giochi di magia, pellet e – in un caso – anche un’autovettura. Una serie di operazioni condotte in violazione delle disposizioni sul cumulo degli incarichi previste dal Decreto legislativo 165/2001.
Un giro d’affari da oltre mezzo milione di euro
Attraverso una meticolosa analisi dei conti correnti bancari e postali del Sottufficiale, i Finanzieri hanno ricostruito un giro d’affari da circa 570.000 euro, guadagnati tra il 2013 e il 2023, oltre allo stipendio percepito dall’Aeronautica Militare.
Una cifra ingente che ha portato anche alla segnalazione del caso alla Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia, per i profili di danno erariale, e all’Ispettorato per la Funzione Pubblica tramite il Nucleo Speciale Anticorruzione della Guardia di Finanza, per avviare le procedure di recupero delle somme indebitamente incassate.
Fiamme Gialle in azione per la legalità e contro la concorrenza sleale
Con questa operazione, la Guardia di Finanza ha centrato un doppio obiettivo: tutelare l’imprenditoria onesta da forme di concorrenza sleale e affiancare le Pubbliche Amministrazioni nel reprimere i comportamenti infedeli dei propri dipendenti.
Un’azione incisiva che ribadisce l’impegno quotidiano del Corpo nel garantire trasparenza, correttezza e rispetto delle regole, anche e soprattutto all’interno delle Istituzioni.
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