“Mi alzo alle 5 e mezza e torno a casa a mezzanotte”: il sindaco racconta le sue giornate (VIDEO)

È tornato in diretta a Trieste Cafe con l’energia di sempre, Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste, ospite della trasmissione “Parola al sindaco”, condotta dal direttore Luca Marsi con la partecipazione dell’opinionista Stefano Rebek.
Una puntata dal sapore autentico, tra aneddoti, emozioni e uno spaccato vivido della vita instancabile del primo cittadino, che ancora una volta conferma la sua proverbiale dedizione alla città.
Un ritmo da maratoneta del civismo
«Sono state due settimane pesanti — racconta Dipiazza — sveglia alle 5.30 e a casa a mezzanotte».
Dopo la “Barcolana”, trionfo di pubblico e simbolo internazionale della città, il sindaco non si è fermato: «Sabato e domenica ho raccolto le olive, lunedì mattina sono andato al frantoio. È un momento che amo, perché mi riporta alla terra e alle cose vere».
Parole che restituiscono l’immagine di un amministratore con i piedi saldi sul terreno, capace di alternare incontri istituzionali, grandi eventi e gesti semplici della quotidianità.
Trieste e la sua nave: un legame di ferro e d’emozione
Tra i momenti più attesi, Dipiazza ha ricordato la cerimonia di consegna della bandiera alla nave ammiraglia “Trieste”, prevista per domenica.
«Sarà un momento di grande emozione — ha spiegato — anche perché cade nel 71° anniversario del ritorno di Trieste all’Italia. La nave si chiama come la nostra città, e questo ci riempie d’orgoglio».
Se il maltempo dovesse rovinare la festa in piazza Unità, l’evento si terrà a bordo della nave stessa, “grande, solenne e perfetta per ospitare una cerimonia così simbolica”.
L’olio del sindaco: tradizione e passione
Non solo politica e rappresentanza. Il sindaco ha parlato anche della sua raccolta di olive: «Quest’anno meno fortunata — racconta — ho 53 alberi di leccino e pendolino, ma è andata male. La bianchera ha reso molto di più».
Un sorriso amaro, ma carico di orgoglio: “L’olio lo faccio per me, per gli amici, è un piccolo piacere che mi tengo stretto”.
Un sindaco “operaio” tra porto, istituzioni e radici
La figura che emerge è quella di un sindaco sempre in movimento, con un’agenda che unisce istituzione e umanità, cerimonie solenni e sudore nei campi.
Un “operaio della città” che continua a rappresentare Trieste dentro e fuori i confini, con lo stesso spirito di chi non si è mai abituato al potere, ma lo vive come servizio quotidiano.
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