Mattino 5, Caro affitti: trovare casa è sempre più difficile, stanze fino a 650 euro anche per universitari
È allarme abitativo in Italia. Durante la puntata di questa mattina di “Mattino Cinque”, condotta da Federica Panicucci su Canale 5, è stato affrontato il tema sempre più drammatico del caro affitti, che sta mettendo in ginocchio studenti, lavoratori e famiglie in molte città italiane.
Bologna, subito dopo Milano, è oggi la seconda città più cara d’Italia per affittare una stanza singola, con una media di 632 euro al mese. Un record negativo che, come ha evidenziato il servizio del programma, riflette un’emergenza diffusa: “Non si trova niente di decente, gli alloggi fanno schifo e costano 600 euro. Approfittano degli studenti”, racconta una giovane intervistata.
Le cifre parlano chiaro: tra il 2021 e il 2025, il costo medio di una stanza è aumentato del 73%, mentre quello degli appartamenti (mono, bi o trilocali) è cresciuto di circa il 30%. I canoni salgono alle stelle, le abitazioni scarseggiano e molte vengono destinate ai turisti tramite piattaforme di affitti brevi come i B&B, riducendo ulteriormente l’offerta per chi cerca una casa stabile.
A farne le spese sono soprattutto gli studenti universitari: “Ormai è impossibile vivere in città”, spiega una ragazza, “sono dovuta tornare in provincia, gli affitti sono diventati proibitivi”.
Una tendenza che non colpisce solo Bologna, ma anche altre città d’arte come Firenze, dove lo spopolamento dei residenti dal centro storico sta diventando irreversibile. Qui, come raccontato in un collegamento nella stessa puntata, un barista ha deciso di reagire con un gesto simbolico: caffè a 1 euro per i residenti, per invitare i fiorentini a tornare a vivere la loro città.
Il problema è comune: centri storici svuotati, affitti insostenibili e quartieri sempre più turistici. Un’emorragia che travolge anche le piccole botteghe, gli artigiani e le attività tradizionali, ormai espulsi dai centri cittadini da canoni che pochi possono più permettersi.
L’Italia, intanto, resta in attesa di soluzioni concrete. E mentre i numeri crescono, anche la rabbia e la frustrazione dei cittadini salgono — ogni mese, insieme ai canoni.
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