mercoledì 16 settembre 2026
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Cronaca

Maresciallo forestale del NOAVA ferito durante un controllo antibracconaggio

Luca Marsi·
Pubblichiamo da LIPU FVG
 
La LIPU del Friuli Venezia Giulia, appresa la notizia del ferimento di un Maresciallo forestale del NOAVA avvenuta durante un controllo antibracconaggio nei pressi di Aquileia, augura una pronta guarigione all’Ufficiale di Polizia Giudiziaria ed esprime la propria solidarietà agli operatori del Corpo forestale regionale.
 
Questo episodio dimostra ancora una volta i rischi che corrono, nel corso delle loro attività, i pochi Forestali rimasti ancora in servizio. Tale criticità, in particolare durante i controlli delle migliaia di persone che vagano con i fucili carichi sul territorio regionale è già stata ripetutamente segnalata. Il concorso per l’assunzione di una decina di giovani forestali è ancora bloccato e non quando verrà espletato non riuscirà a colmare il pesante vuoto esistente negli organici attuali.
 
La LIPU del FVG ritiene che bisogna coprire tutto l’organico, migliorare la formazione, aggiornare le dotazioni e ridare una maggiore dignità ad un Corpo di Polizia che sembra dimenticato. Ridare efficienza ed efficacia al Corpo forestale regionale è fondamentale per cittadini che si aspettano una più stringente tutela dell’ambiente e una maggiore sicurezza per le persone.
 
Dalle dichiarazioni dell’Assessore regionale alla caccia si legge che quello che è successo non dipende da mancanza da una mancanza di regole, ma forse dimentica che la normativa regionale sulla caccia in vigore è stata dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale nel 2009, nella parte che delega esclusivamente ai cacciatori la gestione delle attività venatorie. Attualmente i rappresentati degli Enti locali, delle Associazione agricole e delle Associazioni ambientaliste sono esclusi dagli organi che organizzano le attività venatorie, in contrasto con i principi di tutela della fauna selvatica che è considerata un bene comune da tutelare nell’interesse di tutta la comunità.
 
Togliere ai cacciatori l’autogestione e garantire i dovuti controlli deve essere la risposta ad una gestione squilibrata a favore di alcuni cacciatori. Questo grave episodio suona come l’ennesimo campanello d’allarme a cui la Regione deve rispondere tempestivamente.

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