Ex ospedale Gorizia: Amirante, "dati tecnici chiariscono condizioni"

"Le operazioni di demolizione dell'ex Ospedale Civile di Gorizia hanno restituito elementi significativi sulle effettive condizioni dell'edificio. Durante le lavorazioni sono emerse una marcata fragilità della struttura e una dotazione pressoché nulla di elementi antisismici quali i cordoli armati. Si tratta di dati tecnici che consentono di valutare con maggiore chiarezza lo stato del fabbricato e le reali possibilità di recupero". Lo ha affermato l'assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, intervenendo sul percorso di demolizione dell'ex Ospedale Civile di Gorizia e sulla successiva realizzazione del nuovo campus scolastico di via Vittorio Veneto. "Durante le attività - ha proseguito Amirante - alcune parti dell'edificio hanno ceduto in tempi molto rapidi. Un elemento che offre un quadro preciso rispetto alle valutazioni sulla cosiddetta 'sana e robusta costituzione' del complesso e che va considerato insieme alle caratteristiche costruttive emerse nel corso dell'intervento". Ulteriori aspetti hanno riguardato lo stato nel quale versava da tempo il compendio. Prima della demolizione, all'interno dell'edificio sono stati rinvenuti giacigli e coperte, mentre negli anni si erano registrati accessi impropri, atti vandalici e interventi dei Vigili del fuoco legati a incendi dolosi.
"Questi elementi descrivono la condizione raggiunta da un immobile che aveva ormai esaurito la propria funzione originaria ed era interessato da un progressivo degrado, con ricadute anche sotto il profilo della sicurezza", ha osservato l'assessore. Un capitolo rilevante dell'intervento ha riguardato le operazioni di bonifica: la documentazione della Direzione lavori attesta che le verifiche sull'intero compendio, avviate nei primi anni Duemila a cura dell'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi), sono state completate nell'ambito dell'attuale appalto. Nel solo monoblocco sono state rimosse e smaltite oltre 25,8 tonnellate di materiali contenenti amianto, alle quali si sono aggiunte circa 12 tonnellate rinvenute nei cunicoli e in altri punti emersi durante le lavorazioni. La bonifica ha interessato l'intero compendio, con la rimozione e l'allontanamento dei materiali contenenti amianto da ogni area interessata, compresi i cunicoli.
Le bonifiche hanno riguardato anche una quantità rilevante di fibre artificiali vetrose (Fav). Gli interventi hanno interessato inoltre i padiglioni servizi, indicati nel dibattito come strutture immediatamente riutilizzabili, dove le condizioni riscontrate hanno richiesto importanti operazioni di bonifica da amianto e Fav. "Questi dati - ha sottolineato Amirante - rappresentano la base sulla quale un'Amministrazione pubblica assume decisioni riguardanti il proprio patrimonio immobiliare: condizioni strutturali, valutazioni tecniche, sicurezza e prospettive di utilizzo dell'area. Il valore che un edificio conserva nella memoria della città merita rispetto; le scelte pubbliche guardano alla funzione che quello spazio potrà svolgere negli anni a venire". La Direzione lavori ha precisato, inoltre, che l'intervento è stato eseguito nel rispetto della normativa ambientale e delle disposizioni in materia di sicurezza dei cantieri. Per le operazioni di demolizione e frantumazione sono state ottenute le previste autorizzazioni in deroga relative alle attività rumorose e sono stati impiegati sistemi di schermatura e mitigazione degli impatti.
"Vedere scomparire un edificio che per decenni ha fatto parte della storia urbana di Gorizia suscita comprensibilmente ricordi e partecipazione - ha aggiunto Amirante -. La demolizione rappresenta una fase di un progetto più ampio, destinato a restituire alla città un'area completamente trasformata e rivolta alle nuove generazioni". Nel sito dell'ex ospedale prenderà infatti forma il nuovo campus scolastico, concepito come un sistema integrato di edifici e servizi destinati alla formazione e alla comunità, con scuole, spazi comuni, auditorium, biblioteca, mensa, palestra, strutture sportive e aree aperte. La Regione sostiene inoltre la realizzazione della nuova viabilità di accesso al campus con un contributo di 3 milioni di euro. "Il progetto trasforma un compendio che aveva esaurito da tempo la propria funzione in un nuovo polo dedicato all'istruzione e alla vita cittadina - ha concluso Amirante -. Le immagini della demolizione documentano una fase di questo percorso. Fra qualche anno lo stesso luogo sarà attraversato ogni giorno da studenti, insegnanti e famiglie: è su questa nuova funzione urbana che la Regione ha scelto di investire".
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