mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

«L'ha uccisa più volte»: il dolore della sorella di Aurora Tila a Quarto Grado

Luca Marsi·
«L'ha uccisa più volte»: il dolore della sorella di Aurora Tila a Quarto Grado

Un’intervista carica di emozione e di dolore quella andata in onda su Quarto Grado, il programma di Retequattro condotto da Gianluigi Nuzzi, che ha dato spazio alla testimonianza toccante di Viktoria, sorella di Aurora Tila, la giovane vittima di femminicidio la cui tragica vicenda ha scosso l’intera Europa.

Viktoria, a pochi giorni dall'inizio del processo per la morte della sorella, ha raccontato davanti alle telecamere il suo stato d’animo: «Sicuramente sono abbastanza agitata perché ho paura che lui riesca a farla franca, tra virgolette, essendo minorenne. Si spera che venga riconosciuta invece la crudeltà che ha avuto fino alla fine».

Dietro la sua voce rotta dall’emozione, emerge tutta la rabbia e il senso di impotenza per una tragedia che ha segnato per sempre la sua famiglia. «Tanta rabbia — ha detto — perché lei era una ragazzina piena di vita, con tanti progetti. Voleva andare a Parigi, diventare psicologa. Aveva tanti sogni che lui le ha strappato via».

Ma il dolore non nasce solo dall’atto finale. Secondo Victoria, la violenza psicologica era iniziata molto prima. «Secondo me lui non l’ha uccisa solo una volta, ma l’ha uccisa più volte. Denigrandola, mortificandola con insulti e oppressioni che abbiamo trovato nelle chat del suo telefonino».

L'intervista ha svelato anche il senso di colpa che accompagna chi resta: «Avrei potuto fare qualcosa, però non sono stata in grado. E questa è una cosa che mi mortifica tantissimo, perché non avrò mai più indietro mia sorella, mentre lui andrà avanti a farsi una vita. Nessuno si sarebbe mai aspettato che si spingesse a tanto».

Viktoria ha ripercorso il drammatico cambiamento che ha visto in Aurora nei mesi precedenti la tragedia: «Ho visto in lei della sofferenza. È stata manipolata da questo ragazzo, ma quando Aurora ha detto “no”, lui non l’ha accettato, fino a toglierle la vita».

Il caso di Aurora Tila è purtroppo un tragico primato: «Mia sorella è la vittima di femminicidio con l’età più bassa in Europa», ha detto Viktoria, sottolineando come dietro questo dramma si nasconda un problema culturale e sociale ancora irrisolto. «Abbiamo un grosso problema soprattutto a livello di ragazzini. Devono ricevere un’educazione anche dalle scuole sull’affettività, per capire che un no è un no».

Viktoria ha raccontato anche il comportamento ossessivo del ragazzo: «Lui era molto oppressivo. Le diceva continuamente che lei era sua moglie, che lei era sua. Non era solo controllo, aveva preso in mano la sua vita e gliel'ha tolta».

Alla fine della lunga testimonianza, spazio anche al ricordo intimo della sorella: «Mi manca la sua voce, il suo sorriso, stare con lei. Le notti passate a casa di mia mamma, a guardare film, ridere, parlare di trucchi, di amiche... cose da ragazze. Questo anello è stato fatto apposta per ricordarmela sempre. Sarà sempre nel mio cuore, cerco di tenermela ovunque».

Una testimonianza straziante che conferma, ancora una volta, quanto sia fondamentale lavorare sull’educazione sentimentale e sulla prevenzione, fin da giovanissimi, per fermare il dramma senza fine dei femminicidi.

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