Italia torna protagonista sui Balcani: domani Conferenza a Trieste
Sancire un nuovo attivismo politico dell'Italia nei Balcani occidentali e restituire al nostro Paese un ruolo di primo piano nella regione. E' con questi obiettivi che si apre domani a Trieste la Conferenza nazionale "L'Italia e i Balcani Occidentali: crescita e integrazione", fortemente voluta dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. L'incontro sarà un'occasione per lanciare una strategia nazionale per rafforzare la presenza delle aziende italiane nell'area e per favorire la connessione economica tra i Paesi della regione. In particolare, il governo Meloni intende accelerare un processo di sviluppo sostenibile per raggiungere un obiettivo considerato strategico: aumentare sicurezza e stabilità nei Paesi ai nostri confini anche attraverso un'economia più fiorente. L'esecutivo considera i Balcani una regione di importanza strategica per il nostro Paese almeno per tre motivi: il contrasto ai flussi migratori irregolari che sfruttano proprio la rotta balcanica, il ruolo di primo piano delle nostre aziende nell'area e la cooperazione culturale universitaria, da sempre molto intensa. Per tornare protagonista nella regione, secondo il capo della diplomazia italiana, il nostro Paese deve puntare ad affermarsi quale piattaforma di dialogo e cooperazione con gli Stati regionali, facilitatore della riconciliazione e della sua integrazione nell'Unione europea. "L'impegno del Governo è di lavorare concretamente in questa direzione promuovendo progetti concreti di collaborazione tra le nostre realtà, innanzitutto quelle produttive, e il mondo balcanico", ha confermato Tajani in un'intervista al Piccolo di Trieste. Nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia, l'esecutivo riunirà le principali realtà associative del mondo produttivo italiano interessate ai Balcani occidentali, assieme alle istituzioni chiamate ad accompagnarle sui mercati esteri. Ad aprire i lavori sarà lo stesso Tajani, affiancato dalla sottosegretaria dell'Economia e delle Finanze, Sandra Savino. Sono previsti un video-saluto della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e un intervento del Commissario europeo per il vicinato e l'allargamento, Oliver Varhelyi. Diversi i panel di discussione: gli obiettivi del partenariato Italia-Balcani occidentali; strumenti e opportunità per il Sistema Paese; il ruolo del sistema produttivo italiano; gli strumenti internazionali a sostegno della crescita economica. Nel corso dell'evento, i sindaci Rodolfo Ziberna e Samo Turel presenteranno il progetto "Go! 2025 Nova Gorica e Gorizia Capitale europea della cultura 2025", coronamento di un risultato storico per la cooperazione culturale transfrontaliera tra le due città e grande opportunità per l'intero territorio
Tajani confermerà l'apertura di una specifica linea di finanziamento per le imprese italiane, in particolar modo piccole e medie, che possa contribuire al successo della loro presenza nell'area. Il ministro ribadirà inoltre che con il Fondo 394/81 gestito da Simest è stata creata una quota riservata ad operazioni nei Balcani occidentali, pari a 200 milioni, che le imprese potranno utilizzare per finanziare l'accesso a questi mercati, per potenziare l'utilizzo dell'e-Commerce, coprire i costi per la certificazione dei propri prodotti, assumere temporaneamente manager specializzati in tecniche digitali per l'export, finanziare studi di fattibilità, partecipazioni a fiere o consulenze professionali. I finanziamenti godranno di una quota del 10% a fondo perduto, mentre il resto sarà a tassi fortemente calmierati e con una totale esenzione dalla richiesta di garanzie, ha scritto lo stesso Tajani in un articolo sul Sole 24 Ore. I partecipanti alla Conferenza discuteranno anche di come intercettare i fondi comunitari destinati alla realizzazione del cosiddetto "Corridoio Pan-Europeo 10", che attraversa Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Macedonia del Nord e Grecia, e termina nei porti greci di Salonicco e di Igoumenitsa. L'Italia considera queste opere strategiche per l'integrazione interregionale dei Balcani e per i collegamenti con il nostro Paese. Si tratta di lavori per "circa 2 miliardi di euro, che diventano 6,5 se si considerano anche i fondi messi a disposizione del Pnrr croato", ha detto Tajani. Per intercettarli, sarà necessaria un'azione incisiva verso le banche multilaterali di sviluppo, come la Bers e la Bei - che sono presenti a Trieste -, con missioni istituzionali che accompagnino le nostre imprese. Altro tema sarà quello dei futuri progressi nel campo della transizione energetica. Oggi, infatti, i Paesi dei Balcani occidentali restano fortemente dipendenti dai combustibili fossili per la produzione di energia elettrica. Il piano è dunque quello di procedere a una transizione verso "modalità più sostenibili", aumentando gli investimenti sulle rinnovabili.
(askanews) - Questi obiettivi, nelle intenzioni dell'esecutivo, devono inserirsi in una strategia più ampia, che si sta già sviluppando lungo due direttrici: l'accelerazione del processo di integrazione europea della regione e il rilancio del ruolo italiano nell'area, in tutte le sue dimensioni. Non a caso il governo è fortemente impegnato in prima linea affinché, Serbia e Kosovo possano normalizzare i loro rapporti. Ed ha accolto come una decisione storica la concessione dello status di Paese candidato Ue alla Bosnia ed Erzegovina, nello scorso mese di dicembre. Quanto a Belgrado, secondo l'Italia resta un attore "chiave" per la stabilità regionale. Per questo, ha spiegato Tajani, "anche l'Unione europea deve fare la sua parte, incentivando una scelta strategica definitiva a favore dell'Europa da parte della Serbia". Trieste, anello di congiunzione con l'Europa centro-orientale, sarà dunque solo il punto di partenza di un impegno a tutto campo del nostro Paese. L'intenzione dell'esecutivo è di concludere questo percorso con l'organizzazione di un evento di alto livello con i Paesi del Balcani a Roma, nella prossima primavera. (askanews) - Coa
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