mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Infermieri sotto attacco, auto distrutte nel parcheggio di Cattinara, esplode la rabbia

Luca Marsi·
Infermieri sotto attacco, auto distrutte nel parcheggio di Cattinara, esplode la rabbia

Notte di terrore per gli infermieri dell'Ospedale di Cattinara. Diverse auto sono state danneggiate nel parcheggio della struttura sanitaria, vittime di un atto vandalico che ha lasciato segni profondi non solo sui veicoli, ma anche sul morale dei professionisti sanitari, già provati da turni estenuanti.

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Trieste non ha esitato a denunciare pubblicamente l'accaduto, esprimendo sdegno e preoccupazione. "Non possiamo tollerare che i nostri colleghi, che lavorano duramente per garantire cure e assistenza alla comunità, si ritrovino a subire tali ingiustizie," afferma una nota diffusa da OPI Trieste. "Questi atti vandalici sono un colpo inferto a chi già affronta condizioni lavorative difficili, specialmente durante i turni notturni."

Gli infermieri, che già devono far fronte a stipendi spesso non adeguati rispetto alle responsabilità e al carico di lavoro, ora si trovano a dover gestire anche il danno economico e psicologico causato da queste aggressioni vigliacche. "Dopo una notte di lavoro, è inconcepibile uscire e trovare la propria auto distrutta. Non ci sentiamo protetti," denuncia un infermiere che preferisce restare anonimo.

L’OPI Trieste ha annunciato di voler sollecitare un intervento urgente da parte della direzione dell’ospedale per garantire maggiore sicurezza nel parcheggio, chiedendo l’installazione di telecamere e un potenziamento della sorveglianza. "Non è accettabile che chi si dedica alla salute pubblica venga colpito in questo modo. Vogliamo un ambiente sicuro per i nostri professionisti."

Il clima di tensione è palpabile tra gli operatori sanitari, che temono per la loro sicurezza personale. "Non possiamo lavorare serenamente sapendo che, al termine del nostro turno, le nostre auto potrebbero essere di nuovo bersaglio di vandalismi," lamenta un’altra infermiera.

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