mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Il loro silenzio è una richiesta d’aiuto: la responsabilità di chi sceglie di amare un animale

Martina Anna Vergaro·
Il loro silenzio è una richiesta d’aiuto: la responsabilità di chi sceglie di amare un animale

La vicenda avvenuta a Trieste – attualmente al vaglio della magistratura e nel pieno rispetto della presunzione di innocenza della persona indagata – riporta al centro un tema che troppo spesso affrontiamo solo sull’onda dell’emozione: la responsabilità che deriva dall’avere un animale. Non un oggetto, non un passatempo, ma una vita che dipende in tutto e per tutto da noi.


Secondo quanto emerso finora, in un appartamento sarebbero stati lasciati per giorni, da soli, due cani e un gatto, ritrovati in condizioni fisiche precarie. Saranno gli accertamenti e il processo a stabilire eventuali responsabilità, ma al di là dell’esito giudiziario, resta una domanda morale che riguarda tutti: siamo davvero consapevoli di cosa significa accogliere un animale nella nostra vita?
Io lo scrivo anche da padrona di un cagnolino. Chi ha un animale al suo fianco sa cosa vuol dire organizzare le giornate in base alle sue esigenze, rinunciare a un weekend improvvisato se non si qualcuno di fidato a cui lasciarlo, preoccuparsi se mangia meno del solito o se ha lo sguardo spento. A volte è impegnativo, sì. A volte stanca. Ma non è mai un peso. È una scelta d’amore che si rinnova ogni giorno, fatta di responsabilità concrete.


Un cane o un gatto non capiscono perché spariamo per due settimane. Non sanno che “abbiamo avuto un impegno”. Sanno solo che la persona che per loro è famiglia non c’è più. E aspettano. Sempre. Anche quando hanno fame. Anche quando hanno paura.
L’abbandono e il maltrattamento non iniziano solo su una strada o in un sacchetto dell’immondizia. Iniziano molto prima, quando si sottovaluta l’impegno, quando si pensa “tanto si arrangia”, quando si considera un essere vivente come qualcosa di gestibile a intermittenza.


Per questo l’invito è semplice, ma fondamentale: prima di prendere un animale, fermiamoci a pensare. Non solo a quanto sarà bello, ma a quanto dipenderà da noi. Alla costanza, alle spese, al tempo, alla pazienza. E se un giorno la vita cambia, se arrivano difficoltà, cerchiamo aiuto: amici, familiari, associazioni, strutture. Le soluzioni esistono. L’abbandono non è mai una soluzione, è una resa che paga sempre chi non ha colpe.


La civiltà di una comunità si misura anche da come tratta chi non ha voce. E ogni volta che qualcuno sceglie di segnalare un lamento, di intervenire, di non voltarsi dall’altra parte, ci ricorda che l’indifferenza non è l’unica strada.


Gli animali ci regalano una forma di amore unica e speciale. L’unica cosa che chiedono in cambio è di non essere dimenticati.

 

Di seguito il comunicato stampa della Polizia di Stato:

Nel rispetto dei diritti della persona indagata e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si comunica quanto segue:

 

Il 14 gennaio scorso, la Polizia di Stato di Trieste ha denunciato in stato di libertà un cittadino italiano, classe 1997 e residente in città, poiché resosi responsabile del reato di abbandono di animali.

 

Nello specifico, il personale della Squadra Volante è intervenuto in Viale Campi Elisi su richiesta di alcuni condomini che hanno segnalato al numero di emergenza forti rumori e chiari lamenti di animali domestici provenienti da un appartamento dello stabile.

 

Giunti sul posto gli operatori, dopo aver individuato l’abitazione interessata e identificato l’inquilino, hanno appreso che l’appartamento era in uno stato di totale disordine e degrado, nonché in condizioni igienico/sanitarie assolutamente insufficienti.

All’interno del bagno gli Agenti hanno rintracciato due cani di piccola e media taglia ed un gatto, tutti in precarie condizioni fisiche; i due cani erano visibilmente denutriti, disidratati e in evidente stato di totale trascuratezza.

 

Il giovane, a specifica richiesta degli operatori di fornire delucidazioni a riguardo, ha precisato che gli animali gli erano stati affidati da una coppia di amici e che a causa di un suo impegno fuori città li ha lasciati all’interno del suo appartamento, soli e incustoditi, nelle ultime due settimane.

 

Gli operatori di polizia, alla luce di quanto appreso e accertato, hanno denunciato in stato di libertà il cittadino in questione, hanno sequestrato gli animali affidandoli al cinovigile di turno che, una volta presi in custodia, li ha trasportati presso il canile sanitario del Comune di Trieste per le cure del caso.

 

Si precisa che il procedimento penale nei confronti dell’indagato pende ancora nella fase preliminare e che la sua responsabilità effettiva sarà vagliata nel corso del successivo processo e che non verranno fornite le generalità dell’indagato né elementi per la sua identificazione.

 

foto by theotherkev on pixabay 

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