Il giallo di Garlasco riaperto da Quarta Repubblica: nuovi test, ipotesi di più assassini e il mistero del DNA
Il programma di approfondimento Quarta Repubblica, in onda su Retequattro, ha dedicato un’ampia analisi alle nuove svolte sull’omicidio di Chiara Poggi, la giovane uccisa nella sua villetta di Garlasco nel 2007. A distanza di 18 anni, la procura di Pavia sta lavorando su una possibile nuova verità, con un unico indagato: Andrea Sempio, in concorso con ignoti.
Il DNA di “ignoto 3”.
Nella puntata è stata raccontata la scoperta che ha acceso i riflettori durante l’estate: su un tampone orale della vittima – mai analizzato finora – un perito nominato dal giudice ha rinvenuto il DNA di un uomo sconosciuto, ribattezzato “ignoto 3”. Non appartiene né ad Alberto Stasi né allo stesso Sempio. L’ipotesi emersa è che possa trattarsi della traccia lasciata da chi avrebbe tappato la bocca a Chiara per impedirle di chiedere aiuto.
Il nodo della contaminazione.
La procura ha però invitato alla massima cautela: il rischio di contaminazione è altissimo. Le analisi hanno infatti stabilito che ignoto 3 era un uomo deceduto pochi giorni prima del delitto, la cui salma era stata esaminata nella stessa sala autoptica dove venne condotta l’autopsia su Chiara. Una spiegazione che fa emergere un altro errore macroscopico delle indagini del 2007: la garza usata per il tampone non era sterile.
Nuovi incarichi e indagini.
Proprio per fare chiarezza, la procura ha incaricato la patologa forense Cristina Cattaneo di una revisione completa. Il suo compito sarà stabilire cause della morte, orario del decesso, armi eventualmente usate e verificare la presenza di più persone sulla scena.
Parallelamente, i RIS di Cagliari hanno condotto rilievi nella villetta dei Poggi con scanner e droni, ricostruendo nei dettagli la dinamica della mattina del 13 agosto 2007.
Un caso ancora aperto.
Come sottolineato a Quarta Repubblica, queste sono settimane cruciali: i nuovi accertamenti medico-legali e tecnici potrebbero finalmente fornire risposte a un giallo che da quasi vent’anni divide opinione pubblica, investigatori ed esperti.
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