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Cronaca

Guardie giurate e stipendi bassi a Trieste: “Responsabilità enormi e paghe insufficienti” (VIDEO)

Luca Marsi·
Guardie giurate e stipendi bassi a Trieste: “Responsabilità enormi e paghe insufficienti” (VIDEO)

Nel corso della diretta di Trieste Cafe dedicata alla sicurezza a Trieste e al ruolo delle guardie giurate, uno dei temi più approfonditi dagli ospiti è stato quello legato alle condizioni economiche del comparto della vigilanza privata, tra stipendi ritenuti insufficienti, carichi di lavoro elevati e difficoltà sempre più evidenti nel reperire personale.

Christian Currò, segretario regionale ASGRI Fvg, ha parlato apertamente di una situazione che, secondo quanto dichiarato nel corso della trasmissione, starebbe diventando sempre più critica per moltissimi lavoratori del settore.

Nel corso del confronto è emersa la convinzione che oggi le guardie giurate si trovino a sostenere responsabilità molto elevate senza però ricevere compensi adeguati rispetto ai rischi affrontati quotidianamente.

“Stipendi da povertà”

Durante il dibattito, Currò ha utilizzato parole molto dure per descrivere la situazione economica della categoria, parlando di “stipendi da povertà” nonostante gli aumenti contrattuali degli ultimi anni.

Secondo quanto spiegato durante la diretta, il problema non riguarderebbe soltanto l’entità dello stipendio mensile, ma il rapporto tra compensi percepiti e livello di responsabilità richiesto agli operatori.

Nel corso dell’intervento è stato ricordato come le guardie giurate operino armate, presidino siti sensibili, lavorino spesso in orari notturni e si trovino a intervenire in situazioni potenzialmente pericolose.

Currò ha sostenuto che il settore continui a reggersi soprattutto sul senso di responsabilità personale dei lavoratori, nonostante condizioni considerate molto difficili.

Le tante ore di lavoro e il peso operativo

Anche Tomaz Zotti della Confsal Fesica Fvg ha affrontato il tema delle ore lavorative e dei carichi operativi che caratterizzano il settore della vigilanza privata.

Secondo quanto dichiarato nel corso della diretta, gli operatori si troverebbero frequentemente a svolgere turni molto lunghi, spesso superiori alle ore teoricamente previste dai contratti.

Zotti ha spiegato che il lavoro della guardia giurata non sarebbe soltanto fisicamente impegnativo, ma soprattutto mentalmente molto pesante, considerando il livello di attenzione richiesto durante i servizi armati e le attività di controllo.

Nel corso del confronto è stato sottolineato come la responsabilità legata al porto d’arma rappresenti un ulteriore elemento di pressione psicologica per gli operatori.

“Il personale manca e il peso ricade sui lavoratori”

Currò ha parlato anche della crescente difficoltà nel reperire nuovo personale. Secondo quanto spiegato durante la trasmissione, molti istituti di vigilanza starebbero vivendo problemi legati alla carenza di operatori disponibili.

Questo, secondo il segretario regionale ASGRI Fvg, porterebbe spesso gli istituti a riversare il peso organizzativo sul personale già operativo, aumentando turni e ore di lavoro.

Nel corso dell’intervento è stato evidenziato come questa situazione rischi di incidere anche sulla qualità della vita dei lavoratori e sulla loro salute psicofisica.

Currò ha sostenuto che servirebbero controlli più rigorosi sugli istituti di vigilanza e maggiori garanzie per i dipendenti del comparto.

Il confronto con le forze dell’ordine

Nella parte finale del confronto è emerso anche il tema delle differenze economiche rispetto alle forze dell’ordine statali.

Secondo quanto dichiarato dagli ospiti intervenuti, le guardie giurate percepirebbero stipendi inferiori pur affrontando responsabilità operative molto rilevanti.

Zotti ha sottolineato come le forze dell’ordine dispongano di benefit e tutele molto più ampie rispetto a quelle previste per la vigilanza privata.

Il dibattito ha riportato al centro dell’attenzione il tema delle condizioni economiche del settore, considerato uno dei principali nodi ancora irrisolti nel mondo della sicurezza privata.

DI SEGUITO IL VIDEO

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