Gravi irregolarità alle norme internazionali, due navi fermate dalla Guardia Costiera Trieste

Riparte con due detenzioni l’attività del Nucleo Ispettori Port State Control della Direzione Marittima-Guardia Costiera di Trieste che, nei soli primi dieci giorni del 2024, ha fermato due navi per gravi irregolarità alle norme internazionali che regolano la sicurezza della navigazione, la protezione dell’ambiente marino e la salvaguardia della vita umana in mare.
La prima, una nave da carico di bandiera Saint Vincent e Grenadines che, nei giorni scorsi, è stata oggetto di un’accurata ispezione presso Porto Margreth, ricadente nell’ambito del dipendente Ufficio marittimo di Porto Nogaro, conclusasi con l’accertamento di 16 irregolarità che hanno comportato il fermo dell’unità in porto per alcuni giorni. La seconda, una nave da carico di bandiera Antigua e Barbuda, ormeggiata presso il Canale Navigabile del porto di Trieste, parimenti oggetto di un’approfondita ispezione, al termine della quale sono state riscontrate 19 irregolarità che hanno determinato, anche in questo caso, una sosta forzata dell’unità. In entrambi i casi, gli ispettori hanno rilevato gravi criticità e numerose violazioni normative, segnatamente in termini di addestramento e preparazione dell’equipaggio, efficienza e prontezza dei mezzi e delle dotazioni di salvataggio, nonché degli impianti ed equipaggiamenti antincendio e antinquinamento.
A seguito del provvedimento di fermo – spiega il Capo Nucleo PSC della Direzione Marittima di Trieste - le navi detenute, in aderenza alle disposizioni previste dall’Accordo internazionale sui controlli per la sicurezza della navigazione, noto come Paris MoU (Memorandum of Understanding di Parigi del 1982), sono tenute a ripristinare le piene condizioni di sicurezza, ponendo in essere ogni azione utile e i correttivi per rettificare le varie criticità rilevate. Successivamente, previa verifica da parte dell’Autorità di bandiera e del registro di classificazione, la nave viene re-ispezionata dal Nucleo PSC per attestare la rispondenza delle procedure di gestione della sicurezza di bordo alle norme internazionali e conseguentemente autorizzata a lasciare il porto.
Il Capitano di Vascello Luciano DEL PRETE, Comandante del porto di Trieste e Direttore marittimo DEL Friuli Venezia Giulia sottolinea che l’attività di controllo proseguirà per tutto l’arco dell’anno al fine di assicurare un’azione continuativa di vigilanza mirata soprattutto nei confronti delle unità che navigano in condizioni di sicurezza “sub standard” che potrebbero rivelarsi critiche per la salvaguardia della vita umana degli equipaggi e per la tutela dell’ambiente marino in piena aderenza con gli obiettivi indicati dal Comando Generale.
NOTE: Il Port State Control è l’attività ispettiva condotta a bordo delle navi straniere da parte dell’Autorità dello Stato del porto di approdo, atta a garantire che la nave che scala i porti italiani non sia in condizioni sub-standard rispetto alle Convenzioni Internazionali che regolano la sicurezza della navigazione, costituendo un pericolo per la vita umana in mare e per l’ambiente. I compiti di Port State Control sono svolti da personale della Guardia Costiera, appositamente addestrato e autorizzato quale ispettore PSC, che viene dislocato tra diversi Comandi territoriali ubicati nei porti maggiormente interessati da traffico mercantile ed organizzato in “Nuclei Port State Control”, coordinati dai Servizi regionali PSC istituiti a livello di Direzione Marittima. I nuclei operano sotto l’egida del 6° Reparto del Comando Generale – Sicurezza della navigazione e marittima che tramite la Sezione “Port State Control” e il Coordinatore Nazionale” monitora e indirizza l’attività.
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