Giovani, arte e identità senza confini: Deivon porta la voce di Trieste nella capitale europea del musical (VIDEO)

La pista di pattinaggio di piazza Ponterosso si trasforma ancora una volta in uno spazio di confronto culturale. Ospite delle dirette di Trieste Cafe è Antonio Niro, in arte Deivon, artista triestino oggi attivo a Madrid, dove sta costruendo un percorso che intreccia musica, teatro e identità urbana.
Il nome, l’identità e l’idea di libertà
Deivon non è solo un nome d’arte, ma una dichiarazione di intenti. Nato da un acronimo che richiama diversità, originalità e amore per l’arte, il progetto evolve nel tempo fino a trovare una forma definitiva. La “V” diventa simbolo di carattere e distinzione, mentre il concetto di “super free” richiama una visione inclusiva della musica, pensata come spazio in cui sentirsi liberi, senza etichette.
Madrid come laboratorio artistico
Trasferitosi in Spagna, Niro racconta una città che offre opportunità continue. Dopo un percorso triennale in un’accademia di musical, lavora come pianista e attore teatrale, partecipando a produzioni come Gaslight e Dorian Gray, e preparandosi a nuovi debutti previsti in primavera. Madrid viene descritta come una capitale culturalmente aperta, dove il teatro è vissuto dal pubblico come parte della quotidianità.
Il teatro come disciplina e visione
Il musical resta uno degli obiettivi centrali. Deivon parla del teatro come di un lavoro corale, complesso e profondo, che richiede anni di studio e dedizione. Tra i sogni dichiarati, la partecipazione a grandi produzioni e, in prospettiva, la scrittura di un musical originale, un progetto ambizioso che unisce composizione, scrittura e visione scenica.
Il disco “Different” e la voce dei giovani
Parallelamente al teatro, prende forma il primo disco, Different, nato da brani scritti a Trieste e maturati nel tempo. Cinque canzoni in inglese che ruotano attorno a tre temi centrali: libertà, fama e divertimento. Un lavoro interamente autoprodotto dal punto di vista creativo, dai testi alle armonie, che racconta il bisogno di sentirsi vivi attraverso la musica.
Trieste, radici e ritorno
Nonostante la dimensione internazionale, il legame con Trieste resta forte. La città viene riconosciuta come luogo di ispirazione per i brani più intimi, grazie alla presenza della famiglia e delle radici personali. L’idea di tornare ad esibirsi in città, magari con il disco pronto, resta un obiettivo concreto per il futuro.
La scena urbana come spazio di possibilità
Nel confronto emerge anche una riflessione più ampia sul ruolo delle città nella crescita artistica dei giovani. Madrid offre un ecosistema fertile, ma Trieste, secondo Deivon, può ancora diventare uno spazio di opportunità se capace di valorizzare i talenti locali, evitando di perderli lungo la strada.
Uno sguardo al 2026
Guardando avanti, l’auspicio è un anno ricco di sorprese artistiche, nuovi spettacoli, musica e magari un ritorno sul palco triestino. Perché l’arte, come racconta Deivon, non ha confini geografici, ma vive dove trova ascolto e spazio.
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