lunedì 2 novembre 2026
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Cronaca

Donk su tragedia in Porto Vecchio: «Due persone che meritavano protezione, sicurezza e dignità»

redazione·
Donk su tragedia in Porto Vecchio: «Due persone che meritavano protezione, sicurezza e dignità»

Rafforzare l’accoglienza e i percorsi di protezione per chi vive senza un riparo sicuro, trasformando il dolore in azioni tempestive. È l’appello di Donk Humanitarian Medicine ODV dopo la tragedia del Porto Vecchio di Trieste, costata la vita a due persone.

In una nota firmata dal presidente Stefano Bardari, l’associazione esprime il proprio cordoglio e invita la città a non distogliere lo sguardo dalle condizioni di chi vive ai margini, esposto al freddo e ai rischi di sistemazioni precarie.

«Due vite spezzate in un luogo cercato come rifugio»

«La tragedia che ha colpito il Porto Vecchio e che è costata la vita a due persone ci addolora profondamente», scrive Bardari. «Due vite spezzate in un luogo cercato come rifugio, due persone che meritavano protezione, sicurezza e dignità».

Il messaggio parte dalla necessità di garantire condizioni di vita sicure: «Nessuno dovrebbe essere costretto a trovare riparo in luoghi insicuri o precari».

Per Donk, la vulnerabilità di chi vive senza una sistemazione adeguata interroga l’intera comunità, chiamata a comprendere quali risposte manchino e come renderle efficaci.

Le difficoltà nell’accesso ai servizi

L’associazione richiama la propria attività quotidiana accanto alle persone senza dimora, ai migranti e a chi attraversa situazioni di grave fragilità.

Un’esperienza che permette di conoscere da vicino gli ostacoli incontrati da chi cerca assistenza: la difficoltà di accedere ai servizi, di orientarsi tra procedure complesse o, più semplicemente, di trovare un luogo sicuro nel quale trascorrere la notte.

Da questa realtà nasce la richiesta di rafforzare gli strumenti che consentano alle persone più esposte di essere «intercettate, accolte e accompagnate in percorsi di protezione reali ed efficaci».

«Alla città chiediamo di non voltarsi dall’altra parte»

«Alle vittime va il nostro pensiero e il nostro rispetto. Alla città chiediamo di non voltarsi dall’altra parte», prosegue la nota.

Bardari richiama una responsabilità che coinvolge tutta la comunità: «Ogni persona che vive senza un riparo sicuro è una responsabilità che ci riguarda tutti» e «nessuna vita dovrebbe andare perduta nell’indifferenza».

L’appello di Donk mette al centro la continuità dell’attenzione verso le persone fragili, chiedendo che il cordoglio si traduca in risposte concrete.

Dal dolore alle azioni tempestive

«Il dolore che oggi proviamo deve tradursi in responsabilità condivisa, attenzione quotidiana e azioni tempestive», sottolinea il presidente.

Il messaggio si chiude indicando il criterio con cui Donk invita a guardare alla città e alle sue risposte: «Una città si misura anche dalla capacità di proteggere le persone che stanno vivendo momenti fragili nella loro vita».

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